Al voto solo i residenti

La giunta regionale ha deciso: al voto per il referendum per la separazione di Venezia e Mestre dovrà andare la popolazione residente nel Comune di Venezia, e non quella residente nell’area della Città metropolitana. Nella riunione di giunta è stata decisa l’estensione del corpo elettorale: ora la palla passa al Consiglio regionale che dovrà avvallare la decisione presa dalla giunta.

«Si propone», si legge nella delibera della giunta regionale presentata dal vice-presidente Gianluca Forcolin «di individuare nell’intera popolazione dell’attuale Comune di Venezia la popolazione interessata alla consultazione referendaria relativa al progetto di legge di iniziativa popolare relativo alla suddivisione del Comune di Venezia dei due comuni autonomi di Venezia e Mestre».
Soddisfazione per Gianluca Forcolin, artefice di questa proposta che darebbe voce unicamente al voto dei diretti interessati e non di altri cittadini che non sarebbero eventualmente coinvolti in prima persona nella separazione dei comuni. Il passaggio in giunta è stato fondamentale perché su quale dovesse essere il corpo elettorale c’erano interpretazioni diverse legate al fatto che, dopo la richiesta di referendum da parte del comitato promotore è entrata in vigore la legge Delrio sulla Città metropolitana. Grande merito, dunque, al vice governatore che ha saputo ben interpretare la volontà dei cittadini.

Il voto della giunta servirà a dare anche una copertura politica all’iniziativa, nel caso in cui qualcuno decidesse di segnalare la vicenda alla Corte dei Conti, contestando la spesa per un referendum con corpo elettorale diverso rispetto a quanto previsto dalla legge.
La delibera della Regione fa tirare un sospiro di sollievo agli autonomisti, i quali temevano che la Regione stesse tergiversando.
Ora si spera nell’accorpamento, domenica 22 ottobre, tra il referendum per la separazione di Venezia e Mestre e il referendum per l’autonomia.

A.C.M.