Riviera del Brenta, l’alleanza tornado – burocrazia

Un anno e più dal tornado ma tutto sembra restare fermo

Era un pomeriggio afoso di luglio , esattamente l’8 luglio del 2015.  Noi eravamo tutti in redazione a preparare i pezzi per il tg; all’improvviso le notizie, prima imprecise, poi sempre più insistenti, poi fondate e verificate; uno dei fenomeni meteorologici più violenti della storia si stava abbattendo sull’Italia, sulla nostra regione, sulle nostre terre, su un tratto di Veneto famoso per la sua storia per le sue ville per la sua cultura architettonica.

La Riviera del Brenta colpita da un violentissimo tornado in particolare nella zona di Mira, Dolo, Cazzago e Sambruson, uno dei tornadi tra i più violenti della storia d’Italia. Classificato come un F4 sulla Scala Fujita, in una scala che va da F0 a F5 quindi del quinto livello su una scala di sei. I danni sul territorio sono stati analoghi a quelli di una forte scossa di terremoto. Purtroppo c’è stata anche una vittima, 72 feriti e centinaia di sfollati, la scena dopo quella devastante furia della natura  ci rimandava l’immagine di distruzione; macerie, alberi sradicati , capannoni sventrati, case senza tetti.

Ancora oggi ci sono fabbriche, terreni, che non hanno smaltito l’amianto. Ci sarebbero ancora decine di tonnellate della pericolosa sostanza tossica nelle zone di Mira e Dolo: Villa Fini storica villa di Dolo tra i simboli architettonici più importanti della zona, fu letteralmente rasa al suolo appiattita su se stessa come si fosse sbriciolata. Danni ingentissimi, intere famiglie senza casa, senza negozi senza più nulla, Eppure , udite udite, la notizia di uno dei più devastanti e violenti tornadi della storia venne notata e data dai tg nazionali solo alcuni giorni dopo. Mentre il Veneto e soprattutto gli abitanti della Riviera senza perdersi d’animo si rimboccavano le maniche e dalle ore immediatamente successive, cominciavano a raccogliere i detriti.

L’informazione nazionale non si accorgeva di noi, Solo dopo conscia della lacuna cercò di rimediare e la gara di solidarietà che da allora nacque da ogni parte d’Italia è rimasta l’immagine più bella di un’Italia che al di là delle istituzioni è solidale , capace di partire con un treno per raggiungere quei posti dove la gente è disperata e non ha più nulla…Le istituzioni. I soldi della Regione sono arrivati nei Comuni a dicembre ma ancora si stanno sbrigando pratiche per stabilire chi deve riceverne e quanti. Intanto è passato più di un anno e tutto è rimasto come prima. Insomma il bilancio a distanza di più di un anno un anno da una calamità naturale tanto distruttiva quanto imprevedibile non si può certo dire positivo. Di concreto si è fatto purtroppo gran poco, e se non fosse stato per le donazioni dei privati mossi da solidarietà, forse non si sarebbe fatto proprio nulla. L’unico denaro arrivato, in parte già speso, ma fortunatamente sempre in crescita, è infatti quello offerto dai cittadini: 550 mila euro a Dolo, 350 mila euro a Pianiga e 400 mila euro a Mira.
Sull’emergenza chiarisce la Regione la competenza è dello Stato I cittadini hanno ragione a lamentarsi, ci mancherebbe altro, spiega l’assessore all’ambiente Giampaolo Bottacin Ma la legge 225 del 1992, prevede tre categorie di emergenze e il tornado ricade nella categoria C con competenza interamente statale. Lo prevede lo stato di emergenza del luglio dello scorso anno firmato dal governo. Quindi le critiche vanno rivolte allo Stato. Se tornasse una quota maggiore dei 20 miliardi di tasse che pagano i veneti, probabilmente si gestiva meglio questa emergenza. E certo, la burocrazia ha frenato tantissimo l’aiuto alle famiglie in difficoltà. L’emergenzialità deve prevedere misure snelle e veloci, ma, dopo vicende come quelle de L’Aquila, tutto si è complicato. Controllare è giusto, ma per pochi furbi non devono pagare tutti». Cinque milioni. È la cifra per l’emergenza tornado messa in campo dalla Regione, contro i due milioni arrivati dal governo per l’emergenza del luglio 2015.

Insomma l’immagine di Villa Fini completamente distrutta dal tornado e che doveva presto ritornare in piedi come simbolo di un’Italia che ce la fa a rialzarsi in fretta…è sempre quella …è sempre lì….SBRICIOLATA esattamente come quell’8 luglio del 2015 ..e passandoci davanti è impossibile non commuoversi e provare rabbia, dolore …rassegnazione? Quella no…mai.

Giuliana Lucca