Tutto ancora rimandato nel centrodestra per le regionali in Fvg

Schermaglie interne e leadership in discussione

Il candidato alla presidenza del Fvg sarà del centrodestra e sarà condiviso. Come vinciamo a livello nazionale, libereremo il Friuli Venezia Giulia da questi cinque anni di disastri, ma non fatemi fare nomi e cognomi perché io fino al 4 marzo metto anima e cuore per cercare di prendere in mano questo Paese» : Matteo Salvini ha liquidato così chi si attendeva di avere, in occasione della sua visita a Trieste e in altre realtà della regione, qualcosa di definitivo rispetto all’appuntamento del 29 aprile per il rinnovo del consiglio regionale.

Nemmeno la presenza del leader della Lega è quindi servita a fare chiarezza rispetto ad una situazione che sta diventando alquanto schizofrenica per il centrodestra per cui tutto è rimandato al “tavolo” che si terrà dopo le ormai prossime elezioni politiche. A circa due mesi dal voto le schermaglie dunque continuano, anche se non coinvolgono solamente Forza Italia e Lega (con gli azzurri che reclamano la leadership della coalizione) ma riguardano, di fatto, tutti gli altri “soggetti” che fanno parte del raggruppamento (è di oggi l’accordo tra Progetto Fvg di Sergio Bini e l’associazione Regione Speciale per una lista unica) che, pur essendo stato dato da tempo in largo vantaggio sugli altri, rischia, come più volte si è sottolineato anche da parte nostra, di farsi del male da solo, tutto a vantaggio del centrosinistra.

Sergio Bolzonello infatti, dopo essere stato proposto dal Pd con una adesione pressochè unanime, sta procedendo a suon battuto nella sua campagna elettorale e in questi giorni ha chiuso l’accordo con la lista dei Cittadini, nata a suo tempo per sostenere Riccardo Illy e che ora avrà nel suo simbolo “Bolzonello Presidente”, mentre ha riaperto un dialogo a sinistra con la componente di Liberi e Uguali che, pur avendo ribadito anche di recente di voler presentarsi da soli non avendo trovato nel centrosinistra gli elementi di “discontinuità” che aveva chiesto, pare possa sedersi nel tentativo di trovare qualche punto di convergenza, ancorchè sembri alquanto difficile che ciò accada.

Certo è che il dinamismo dell’attuale vicepresidente della regione a gioco lungo potrebbe premiarlo e ciò proprio alla luce della confusione che regna all’interno del centrodestra con un Riccardo Riccardi che scalpita, forte della sorta di “imprimatur” che aveva in qualche modo ricevuto a suo tempo e comunque garantito dall’appoggio totale di Forza Italia, e un Massimiliano Fedriga che dalla sponda leghista continua a frenare, evidentemente in attesa di capire il reale “peso” delle rispettive forze in occasione delle politiche e, probabilmente, anche di quanto succederà subito dopo il 4 marzo, allorchè si saprà se il centrodestra avrà i numeri per poter governare o se invece potranno aprirsi le porte ad un governo di larghe intese che inevitabilmente andrebbe a scompaginare le carte all’interno di tutto il centrodestra.

“E’ decisamente una situazione paradossale – commenta Gianfranco Moretton, nostro interlocutore in qualità di osservatore esterno rispetto alle vicende regionali del Fvg – perchè davvero il centrodestra rischia di gettare al vento una vittoria che aveva a portata di mano e che credo ce l’abbia ancora, salvo che non perda ulteriore tempo. Personalmente penso e auspico comunque che presto assumi all’unisono una decisione puntando su Riccardi che ritengo il miglior candidato possibile, soprattutto per la sua conoscenza della macchina regionale e per la sua collocazione nel centro moderato del raggruppamento politico di cui fa parte.

Sono convinto che il centrodestra rimanga ancora favorito rispetto al centrosinistra tenuto conto che quella di Bolzonello non abbia raccolto molti entusiasmi, tanto più che sconta da vicepresidente i numerosi errori della giunta Serracchiani, mentre penso che i 5 Stelle nella nostra regione siano destinati a fare i comprimari non avendo figure di rilievo da proporre”.

Nel frattempo, in attesa che faccia il suo “debutto” Alessandra Guerra, la cui candidatura è stata resa nota dai Verdi ma, di fatto, non è ancora stata presentata ufficialmente, è di questi giorni l’annuncio a candidarsi di Sergio Cecotti, già presidente della regione e sindaco di Udine, che guiderà gli autonomisti friulani, anche se, non essendo in coalizione con alcuno, diventa difficile che possa vincere se non invece “disturbare” le varie coalizioni in campo.

 

Lucio Leonardelli