In arrivo 3 nuovi medici per l’unità di Chirurgia Vascolare dell’ospedale di Portogruaro

Oltre 170 interventi effettuati in un anno dall'equipe diretta dal dottor Antonio Zanon

A distanza di un anno qual è il bilancio dell’unità complessa di chirurgia vascolare istituita dall’Ulss 4 presso l’Ospedale di Portogruaro, anche se operante sull’intera area del Veneto Orientale ? A fare il punto della situazione è il dottor Antonio Zanon, 63 anni, nato a Santa Maria di Sala ma da tempo residente a Caorle, al quale, dopo una lunga esperienza presso l’Azienda Ospedaliera di Padova (con vari incarichi di dirigente medico di alta specializzazione nell’ambito della chirurgia vascolare, è stata affidata la direzione della nuova struttura, avviata dal febbraio 2016.

“Complessivamente – dice – penso che possiamo ritenerci soddisfatti di come sono andate le cose fino ad oggi, considerato che si tratta di una struttura del tutto nuova, per cui era necessario dapprima mettere le basi per avviarla e poi, per gradi, gestire tutte le fasi organizzative di crescita e potenziamento. Ad oggi ritengo che siamo già ad un ottimo livello considerando peraltro che a breve prenderanno servizio 3 nuovi medici che ci consentiranno di aumentare sensibilmente il lavoro già intenso sia per quanto riguarda l’attività chirurgica che quella ambulatoriale”.

L’unità di chirurgia vascolare, voluta espressamente dal direttore generale dell’Ulss Carlo Bramezza per dotare il dipartimento chirurgico di una branca altamente specializzata, ha come obiettivi terapeutici arterie e vene, e si occupa delle forme occlusive arteriose, di aneurismi, di stenosi carotidee, oltre che delle insufficienze venose, in tutte le sue variazioni medico – chirurgiche.

“E’ una struttura sicuramente importante e sempre più necessaria – sottolinea Zanon – in quanto prima coloro che avevano problemi in questo ambito dovevano rivolgersi a realtà ospedaliere quali quelle di Mestre, Padova o Treviso, mente ora hanno in Portogruaro, così come a San Donà di Piave, un punto di riferimento specializzato che stiamo ulteriormente strutturando e implementando al fine di fornire possibilità di interventi sempre più efficaci e, soprattutto, a più ampio raggio.

A breve, infatti, avremo a disposizione anche una strumentazione radiologica dedicata specificatamente per la parte endovascolare che ci consentirà di affrontare in modo ancora più specialistico gli aneurismi dell’aorta addominale piuttosto che le endoprotesi, e comunque, più in generale, garantirà un ampliamento del servizio già qualificato che oggi la struttura è in grado di offrire agli utenti”.

Un settore quello della chirurgia vascolare che, naturalmente, si inserisce nel contesto di altri reparti ospedalieri, “ovvero – rimarca il dottor Zanon – attraverso un lavoro di squadra che coinvolge non solo il dipartimento chirurgico nel suo insieme ma anche altri reparti, più specificamente la neurologia, la cardiologia-emodinamica fornendo, di fatto, una capacità di intervento più mirata che prima non c’era.”

Da aggiungere anche la stretta collaborazione con la diabetologia, tale da poter assicurare ai pazienti diabetici una cura più completa, soprattutto per le problematiche possono insorgere agli arti inferiori e ai piedi.

Ad oggi, comunque, sono circa 170 gli interventi, alcuni anche molto complessi, che sono stati già effettuati tra Portogruaro e San Donà di Piave, riguardanti in gran parte arteriopatie occlusive periferiche. Accanto all’attività chirurgico-ospedaliera opera anche un servizio ambulatoriale di angiologia (oltre a Portrogruaro e San Donà anche a Jesolo) che, anche con l’arrivo imminente dei 3 medici, è in grado di consentire non solo visite altamente specialistiche ma anche una consistente riduzione delle liste d’attesa per gli esami con ecodoppler.

“Partire con una nuova struttura specialistica – conclude Zanon – non è mai facile, ma devo dire, sulla base delle mie esperienze personali fatte, che qui, come del resto già sapevo essendo stato consulente dell’Ulss per alcuni anni in base ad una convenzione fatta con l’Azienda Ospedaliera di Padova, vi erano delle basi importanti su cui poter operare, accompagnate dalla volontà di ampliare in termini di offerta di servizi un settore chirurgico già altamente adeguato in termini qualitativi e professionali”.

Lucio Leonardelli