Nuovo asse fra Veneto e Friuli

Infrastrutture, il governatore Fedriga e il collega leghista Zaia pronti a marciare in piena sintonia

Autostrada, porti di Trieste e Venezia, aeroporto. Il risiko delle infrastrutture è la partita più importante che il neo presidente Massimiliano Fedriga dovrà affrontare da qui ai prossimi mesi. E su questo delicatissimo terreno, che comporta un intreccio tra finanza, visioni del futuro, occupazione, assetti territoriali, alleanze, economia, si capirà subito se l’asse con Zaia, il governatore del Veneto, è un qualcosa di concreto o se si sia trattato di marketing a semplice uso e consumo elettorale.Il sasso lo ha lanciato lo stesso Zaia, in un’intervista al Corriere.

«Partiamo dall’aeroporto di Ronchi dei Legionari – ha dichiarato il presidente veneto. Premesso che la Regione non fa parte della compagine azionaria di Save noi tifiamo, attendendo l’esito della gara in corso, perchè Venezia e Trieste procedano insieme». Un’indicazione che più chiara di così non si può. Una sollecitazione a Save, se proprio dovesse essercene bisogno, a giocare la partita. Da parte del vertice della società, bocche cucite. Il presidente Enrico Marchi il primo maggio ha tagliato il nastro dell’ennesimo volo in partenza dal Marco Polo, quello intercontinentale per Seul, in Corea del Sud. E intanto sulla gara europea per Ronchi medita. Qualche settimana fa aveva detto che «vogliamo vedere tutte le carte», opzione che sicuramente ha esercitato, «prima di decidere». Ma con una “spinta” così autorevole come quella di Zaia, adesso sarà quasi impossibile non provarci. Sul fronte di casa silenzio assoluto: si opera nella massima riservatezza.

Fedriga ha già avuto dei contatti informali con il presidente dell’Aeroporto Antonio Marano, segno che la cessione di una quota di minoranza (il 45%) è un affare su cui non si possono fare spallucce. I nomi di chi parteciperà al bando per diventare partner privato della Regione Friuli Venezia Giulia, si sapranno il 6 giugno, quando saranno aperte le buste. Si sa che c’è interesse, sono diversi i player nazionali e internazionali che hanno avuto accesso al data room per visionare le “carte” riservate dell’Aeroporto di Ronchi. Ma i nomi appunto li sapremo tra poco più di un mese. Certo, fanno osservare i bene informati, se Save dovesse partecipare, è chiaro che potrebbe partire in pole position per l’assegnazione definitiva. Save ha in mano aerei e destinazioni in tutto il mondo con due scali, Venezia e Treviso, che “scoppiano”, Ronchi dal canto suo può offrire un’infrastruttura pronta e attrezzata, grazie agli importanti lavori realizzati in questi ultimi due anni, in primis il Polo intermodale.

Ecco che allora il “matrimonio dell’aria” potrebbe essere più vicino del previsto.Ma la partita con il Veneto si gioca anche su porti e autostrada. Per quanto riguarda la terza corsia dell’A4 cambierà più di qualcosa. «Fedriga sarà in grado – annuncia il presidente del Veneto – di rivitalizzare l’intero progetto della terza corsia. E senza veti e contrapposizioni politiche, considerato che di Autovie Venete la nostra regione è socio, sono certo che faremo un bel lavoro». Cosa voglia dire «rivitalizzare l’intero progetto», visto che le basi sono state gettate e i cantieri tra Portogruaro e Palmanova sono attivi, al momento non è dato sapere, ma staremo a vedere. Sul fronte di Autovie è in ballo anche la concessione di 30 anni, dopo la nascita della Newco pubblica: un nodo che, prima di essere sciolto, dovrà passare il vaglio dell’Unione europea.Infine il porto e la collaborazione tra Venezia e Trieste. Un asse, quello tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, tutto da costruire.

E a riprova di quanto la partita sia strategica, l’incontro di ieri tra il presidente Fedriga e Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità. Alle porte c’è il confronto con Venezia, in quel caso potrà davvero pesare l’asse Zaia-Fedriga.

A.C.M.