Assemblea nazionale ANCE: i risultati

«La politica deve ascoltare  le categorie economiche. Soprattutto in un momento come questo, perché forse ci stiamo lasciando la crisi alle spalle, ma sicuramente dobbiamo ancora raggiungere la ripresa. Questo è il senso principale dell’assemblea annuale dell’Ance di Padova che ha affrontato un tema di grande importanza: rigenerazione urbana. Questo vuol dire da una parte la lotta al e quindi anche lotta al degrado nelle periferie e messa in sicurezza dei territori. Quasi un binario da seguire per garantire sviluppo e crescita al settore  dell’edilizia, che è un comparto chiave dell’economia del Veneto». Sono le parole del direttore di Casartigiani Padova e Polesine Maurizio Ebano al termine dell’Assemblea.

«Nelle casse delle Regioni sono in arrivo ulteriori consistenti risorse da destinare alla messa in sicurezza delle scuole, ad esempio dal rischio sismico. Le risorse arrivano dal maxi fondo di 46 miliardi gestito dalla Presidenza del Consiglio. Il parere sullo schema di decreto sulla programmazione 2018-2020 sull’edilizia scolastica – in totale 1,7 miliardi –  è stato rinviato in Conferenza unificata per la resistenza da parte delle  Province (critico il presidente dell’UPI Achille Variati)  che chiedono  un riequilibrio nella programmazione a loro favore, visto che è compito delle Province occuparsi della sicurezza degli istituti superiori. In totale si tratta di  2,7 miliardi di euro, piccoli segnali ma sicuramente importanti».

La ripresa è una lenta risalita. l’Italia resta il Paese europeo con la più bassa crescita e questo non può non creare preoccupazione, unite ai consumi  fermi e al crollo, in questi anni, degli investimenti pubblici che dall’inizio della crisi. Il dato che riguarda l’edilizia è molto importante: il settore delle costruzioni registra -44% con una flessione di 700.000 posti di lavoro.

«Il settore edile, purtroppo, è l’unico che non sta vivendo la stagione della ripresa economica – conclude Ebano – e la politica nazionale di ciò deve farsi carico. La politica deve ascoltare  le richieste degli Artigiani e delle Piccole e Medie Imprese su temi importanti come il Codice degli Appalti su cui ci sono ritardi e criticità. Servono meno burocrazia e più semplificazione, più  messa in sicurezza del territorio e maggiore riqualificazione urbana. Soprattutto a beneficio della crescita delle piccole e medie imprese che rappresentano il cuore del tessuto produttivo del Veneto. Oggi 11 milioni di case sono a rischio sismico, il 74% delle abitazioni non sono  adeguate alla normativa vigente. C’è molto da fare e per far ripartire l’edilizia e  l’economia è indispensabile rimettere mano al Codice degli appalti».

A.V.