Assenza di competenze per la gestione della “Don Moschetta”?

A Caorle la minoranza denuncia il fatto

Dura presa di posizione da parte dei consiglieri della Lista Civica “Miollo Sindaco” Carlo Miollo, Luca Antelmo e Rosanna, quest’ultima esponente della Lega Nord. In un comunicato hanno infatti contestato le nomine per la gestione dell’Azienda Speciale “Don Moschetta” la quale, dopo essere stato costituita per amministrare la locale Casa di riposo, ora amministra i beni immobiliari e servizi già in carico alla Caorle Patrimonio che la maggioranza ha deciso di chiudere.

“In occasione dell’ultimo consiglio – scrivono i tre consiglieri – si è potuto avere un’ulteriore riprova di come il Sindaco e la sua maggioranza concepiscono il modo di amministrare il Comune dando una dimostrazione di arroganza e di mancanza di rispetto nei confronti di chi siede sul versante opposto.

Con 6 voti ciascuno, infatti, la compagine guidata da Luciano Striuli si è eletta, da sola, entrambi i due membri per integrare il consiglio di amministrazione dell’Azienda Speciale “Don Moschetta” dopo la modifica dello statuto avvenuta con il passaggio dei servizi e delle proprietà immobiliari della Caorle Patrimonio, ora in liquidazione. Ora sono ben 4 su 5 i componenti del Cda riconducibili alla maggioranza.

In spregio, quindi, a qualsiasi forma di correttezza, non è stata tenuta in alcuna considerazione la richiesta avanzata dalla minoranza a favore del proprio nominativo, con una prova di forza basata solo sulla logica dei numeri e sulla voglia di accaparrarsi delle poltrone, peraltro all’interno di una azienda che sarà notevolmente strategica per il comune andando, infatti, a gestire la logistica, gli appalti di lavoro e i servizi della nostra Città.”

Gli esponenti della lista di opposizione sottolineano poi che “un riconoscimento di pari dignità nei confronti delle forze di minoranza sarebbe stato doveroso, ma d’altro canto – dicono – non ci potevamo attendere altro da una coalizione dove impera un uomo solo al comando, con tutti gli altri a seguirlo, buoni e zitti, concedendo, nello stesso tempo, il via libera ad una presenza sempre maggiore di figure riconducibili all’area della sinistra, come lo stesso presidente della “Don Moschetta” Giovanni Carrer, esponente storico del mondo comunista.”

Arriva poi l’affondo nei confronti degli amministratori nominati, soprattutto nei confronti del presidente che già guidava precedentemente la “Don Moschetta”.

” Le perplessità maggiori – sottolineano – che già abbiamo espresso in consiglio comunale, riguardano, però, le specifiche competenze sia del presidente che di buona parte dei consiglieri, per poter guidare oggi la “Don Moschetta”.

Non è un mistero e non è nemmeno un’offesa rilevare che la nomina alla presidenza – e anche dello stesso Cda – era stata fatta per un’azienda speciale con tutt’altre caratteristiche e finalità, sicuramente diverse a quelle decisamente ora più complesse in termini gestionali, per le quali si rende necessaria una conduzione di stampo manageriale e non esclusivamente legata a vecchie logiche spartitorie, non solo di appartenza politica.

Vien da chiedersi: chi ha la patente per poter guidare quella che da semplice utilitaria è divenuta una vera e propria macchina da corsa ?
L’impressione – concludono i tre consiglieri di minoranza – è che Carrer sia telecomandato dal Sindaco, che è anche suo nipote, il quale, come è ben noto, non ama esser circondato da nessuno che possa fargli ombra, tanto più nella gestione di una realtà rilevante come la “Don Moschetta”.”

Un intervento al quale non vi è stata alcuna replica ufficiale nè da parte dell’amministrazione comunale nè del presidente della “Don Moschetta” ma che evidenzia ulteriormente i rapporti particolarmente tesi tra le forze di maggioranza e quelle di minoranza, che si sono manifestati peraltro in diverse altre circostanze, con nel mirino soprattutto il Sindaco Luciano Striuli.

Lucio Leonardelli