In attesa che Debora Serracchiani ufficializzi la sua scelta

In Fvg il fine settimana è animato da incontri su tutti i fronti

Anche il mese di settembre si chiude senza il tanto atteso annuncio da parte di Debora Serracchiani rispetto al suo futuro politico. Pur essendo ormai convinzione comune che lei abbia già scelto di optare per un seggio parlamentare sicuro (e al riguardo starebbe appunto trattando con Matteo Renzi al fine di evitare spiacevoli sorprese), il centrosinistra in Fvg continua ad attendere l’ufficialità e, nello stesso tempo, ad interrogarsi in merito alla prossima scadenza per il rinnovo del Consiglio regionale, diviso al suo interno rispetto alle ipotesi di colui o colei che dovrà ricevere il testimone per cercare di dare contuinità all’attuale maggioranza che governa dal 2013 la regione.

Compito decisamente non facile se si considera che sulla base dei sondaggi – che pure valgono per quel che valgono – in testa vi sarebbe il centrodestra, anchorchè pur esso frastagliato in mille rivoli, seguito dal Movimento 5 Stelle, i cui consensi, a dire il vero, sarebbero più di carattere “emotivo” che legati ad una reale consistenza in ambito regionale che attualmente è decisamente poco rilevante.

Ma tant’è, è fin troppo evidente che tutte le varie ipotesi, che coinvolgono un pò tutti i fronti, sono indubbiamente legate alla decisione della presidente che pareva dovesse essere ufficializzata già a luglio dopodichè si è trascinata fino ad oggi, con un possibile annuncio previsto per la conferenza programmatica del Pd annunciata per i giorni 7 e 8 ottobre che però è stata rinviata ad altra data.

A questo punto è forse possibile, anche se altamente improbabile, che si possa sapere qualcosa in proposito questo fine settimana dato che a Palmanova è in programma una giornata in cui il Pd regionale discuterà su più tavoli tecnici in vista appunto delle prossime regionali, anche se i bene informati dicono che si parlerà esclusivamente di programmi e non di candidature.

A detta di un autorevole dirigente del partito comunque l’indicazione per il dopo – Serracchiani sarebbe già stata decisa a favore del vicepresidente della regione Sergio Bolzonello, soluzione che, del resto, sarebbe la più logica, sia per garantire quella continuità che la maggioranza del partito auspica ma anche per un concreta possibile evoluzione delle politiche attuate in questi cinque anni sul territorio.

Politiche che, a dire il vero, non sembrerebbero aver soddisfatto molto i cittadini del Fvg alla luce del risultato reso noto l’altro giorno del sondaggio semestrale di Index Research che pone Debora Serracchiani al quart’ultimo posto nel gradimento dei presidenti di regione (primo è il presidente del Veneto Luca Zaia), con un mezzo punto in meno rispetto alla precedente rilevazione.

Nessuno comunque nel Pd regionale avrebbe dato più di tanto peso a quello che verrebbe ritenuto unicamente in dato statistico, mentre sul fronte della sinistra c’è chi invece lo considera elemento essenziale per chiedere un programma di discontinuità, richiesta avanzata soprattutto dal Mdp in particolare dai senatori Lodovico Sonego e Carlo Pegorer, sempre più critici nei confronti dell’attuale maggioranza e sostenitori della necessità di un cambiamento, tanto da preferire una possibile candidatura dell’udinese Cristiano Shaurli, assessore regionale all’agricoltura, piuttosto che quella dell’ex sindaco di Pordenone sulla quale hanno già espresso la loro contrarietà.

Sul piatto poi continuano ad esserci le solite ipotesi del rettore di Udine Alberto De Toni (che sarebbe sostenuto dal mondo cattolico e che avrebbe tra gli sponsors il senatore triestino Francesco Russo) e del sindaco di Udine Furio Honsell (su cui però buona parte del Pd si sarebbe già espressa ufficiosamente in termini contrari), mentre non ha trovato e non trova alcun riscontro il possibile ritorno di Riccardo Illy, di recente nominato nel Cda della Popolare di Cividale presieduta dalla sua ex assessore Michela Del Piero.

Certo è che se il centrosinistra non ride sul versante del centrodestra, dove pareva ci fossero maggiori certezze, le carte si sono scompaginate dopo che l’imprenditore udinese Sergio Bini ha iniziato con il suo Progetto Fvg un tour in regione per sponsorizzare la sua eventuale candidatura, chiedendo le primarie, e, soprattutto,dopo che Renzo Tondo ha ribadito di voler giocarsi tutte le chances per tentare di ricandidarsi alla presidenza nonostante la cocente sconfitta subìta nel 2013.

E sulle reali intenzioni di Tondo se ne saprà certamente di più dalla conferenza programmatica di Autonomia Responsabile, di cui egli è capogruppo in regione, prevista per oggi, venerdì 29 settembre,all’Abbazia di Rosazzo nel comune di Manzano, con un titolo più che mai eloquente ovvero ‘la Regione che reagisce’. In una nota l’ex presidente ha sottolineato che ” si è intesco scegliere una sede evocativa e un titolo emblematico: dopo cinque anni di giunta Serracchiani, il Friuli Venezia Giulia deve reagire e ricucire gli strappi tra istituzioni e curare le lacerazione del il tessuto sociale provocati da riforme raffazzonate e imposte senza uno straccio di concertazione.”

A Pocenia, nella bassa friulana, domenica invece ci sarà un incontro moderato dal giornalista Gianfranco Leonarduzzi su “dove va il centrodestra” con le presenze di Sergio Bini, Alessandro Colautti (dato in uscita da Alleanza Popolare per approdare ad Autononia Responsabile) e, soprattutto, del segretario della Lega Nord Massimiliano Frediga e del capogruppo di Forza Italia Riccardo Riccardi che continuano ad essere i principali potenziali candidati per guidare la coalizione, anche se entrambi continuano a precisare che “prima serve un programma condiviso e poi si parlerà di nomi”.

Lucio Leonardelli