Aumenti contenuti dei pedaggi sulla rete di Autovie mentre la SpA procede sulla terza corsia

Incremento contenuto e limitato allo 0,86% dei pedaggi autostradali a partire dal 1 gennaio scorso sulla rete in concessione ad Autovie Venete. Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, dopo con il “congelamento” delle tariffe adottato nel 2015 in relazione all’allora revisione del piano finanziario, ha dunque concesso alla SpA di applicare dei leggeri aumenti che, a seconda delle tratte, variano fra i dieci e i trenta centesimi, ma che su alcune addirittura non scattano per il meccanismo di arrotondamento. La formula utilizzata per il calcolo dei pedaggi, è quella del “price cap” che comprende il recupero dell’inflazione programmata più una serie di variabili legate alla qualità del servizio, alla pavimentazione e al tasso di incidentalità, alle quali si aggiunge quella correlata al livello degli investimenti.

La concessionaria sottolinea comunque che non tutto ciò che Autovie Venete incassa resta alla società. Una parte, pari al 2,5% circa va ad Anas, l’ Iva va allo Stato, un’ulteriore quota viene utilizzata a copertura degli investimenti e un’altra, non di poco conto, è destinata alle spese di manutenzione: dalla gestione degli impianti tecnologici agli interventi più vari (riasfaltature, sostituzione di barriere di protezione, azioni di prevenzione del ghiaccio o di ripulitura dalla neve; potatura delle siepi, sfalcio del verde, rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale).

Per quanto riguarda le agevolazioni relative ai pendolari, agevolazioni attivate nel febbraio 2014 e prorogate l’anno successivo fino al 31 dicembre 2016, è stata prevista una ulteriore proroga. Il protocollo sottoscritto a suo tempo, fra Aiscat (l’organismo di rappresentanza delle società autostradali), alcune Concessionarie e il Ministero, prevede l’applicazione di una “scala sconti” basata sul numero dei transiti e applicabile per tratte non superiori ai 50 chilometri. La misura – fa notare Autovie Venete – rappresenta un buon punto di equilibrio tra le esigenze dei gestori e la necessità di sostenere l’utenza (minori costi, nonché benefici per l’ambiente in seguito alla riduzione dei tempi di percorrenza e decongestionamento della viabilità ordinaria).

Nel frattempo buone nuove arrivano sul fronte dei lavori per la terza corsia. Il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia ha infatti deliberato la concessione di apposite linee di credito per complessivi 43 milioni di euro a favore di Tiliaventum, società consortile costituita da due delle principali imprese costruttrici italiane, Rizzani de Eccher e Impresa Pizzarotti & C., assegnatarie dei lavori per la realizzazione del terzo lotto, quello che da Gonars, in Fvg, arriva fino in Veneto, ad Alvisopoli, nel comune di Fossalta di Portogruaro.
“Si tratta di una infrastruttura strategica sia in termini di ricadute occupazionali sia come stimolo all’economia del paese – ha dichiarato il direttore generale di Crédit Agricole FriulAdria Roberto Ghisellini – ed è per questo motivo che il Gruppo ha deciso di intervenire, stante l’interesse del nostro Gruppo per il territorio sia del Friuli Venezia Giulia che del Veneto. Alla base del nostro affiancamento, le sempre maggiori sinergie fra le società italiane di Crédit Agricole”. Nell’operazione è entrata anche la società italiana di factoring di Crédit Agricole, Eurofactor Italia.

La “prima pietra” del terzo lotto, con i lavori che sono già partiti, l’hanno posata nello scorso mese di dicembre il ministro per le infrastrutture e i trasporti Graziano Delrio, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia (e Commissario per la terza corsia) Debora Serracchiani, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il presidente di Autovie Venete Maurizio Castagna.
E la stessa Debora Serracchiani ha avuto modo di manifestare il suo apprezzamento per quanto deliberato dal Gruppo Crédit Agricole, “che va a testimoniare – ha detto – l’interesse dei soggetti finanziari per questa infrastruttura in merito alla quale ci si sta impegnando tutti al fine di poter stringere i tempi per la sua realizzazione”.

In Autovie, intanto, dopo la recente firma che ha dato il via libera anche al primo intervento riguardante il quarto e ultimo lotto, si sta lavorando per sistemare la progettazione riguardante il primo stralcio del secondo lotto, quello compreso tra Portogruaro (all’altezza dell’innesto con la A28) e Alvisopoli, così da agganciarsi direttamente con il terzo. La stessa Serracchiani ha annunciato che in questi primi mesi del 2017 ci sarà la gara relativamente a questo tratto, mentre a seguire vi saranno poi quelle riguardanti gli altri stralci che vanno da Portogruaro a San Donà di Piave.

Secondo il Presidente e Ad di Autovie Venete Maurizio Castagna il completamento dell’intero progetto della terza corsia potrebbe già avvenire verso la fine del 2021, preceduto comunque dall’apertura di alcuni tratti funzionali, mentre rimangono ancora i dubbi sull’effettiva realizzazione del casello di San Michele/Bibione che, pur essendo previsto già nel primo piano finanziario della concessionaria datato 1997, rischia di essere a questo punto una vera e propria chimera, considerato che sarebbe previsto nella fase dei lavori compresi tra il 2022 e il 2035, sempre ammesso che alla costituenda “newco” tra Fvg, Veneto e Anas venga realmente rilasciata la nuova concessione successiva alla scadenza di quella attualmente in capo ad Autovie fissata per il prossimo 31 marzo.

Lucio Leonardelli