Autonomia, a fine mese la firma della pre-intesa

Luca Zaia, presidente della Regione, non ha dubbi. Dà per certa la firma della pre-intesa sull’autonomia entro fine gennaio. E anticipa di sperare che tra le materie riconosciute al Veneto ci siano anche le centrali idroelettriche. Ovviamente non dal prossimo mese di febbraio, ma dal 2026 quando scadrà la concessione Enel, per la maggior parte degli impianti. Zaia preferisce, dunque, non ascoltare gli esponenti, anche di Centrodestra, come Renato Brunetta, che mettono in conto tempi lunghi. Come quelli che potrebbero essere dettati dalla riscrittura della Costituzione.

«Sono convinto che già entro questo mese – ha dichiaratoa Treviso il presidente Zaia- si possa firmare un buon accordo con l’attuale governo in modo che sia possibile tracciare una road map per il percorso futuro, si definiscano criteri, modalità e tempistiche per quelli che arriveranno dopo». La trattativa in corso sta maturando su ambiente, sanità, istruzione, rapporti con l’Europa e lavoro. Ma Zaia non è affatto intenzionato a tralasciare le altre.

«Ne abbiamo altre 18. Con questo governo – anticipa – dobbiamo chiudere una preintesa quadro, con quello che verrà ben vengano sia la prosecuzione delle trattative sia la modifica della Costituzione, se questo sarà l’intento». Per il governatore, dunque, il Veneto vuole portare a casa, già oggi, tutto il possibile. È nell’ambito della competenza sull’energia che si contestualizzano anche le centrali. Tema delicato, ma nient’affatto improbabile, dopo quanto avvenuto fra il Trentino Alto Adige e Roma.

Certo, Zaia conviene con Brunetta che la madre di tutte le battaglie sarà quella di cambiare la Costituzione. Ma è pur vero – ha puntualizzato ieri – che oggi abbiamo il terzo comma dell’articolo 116 che ci permette, a Costituzione invariata, di negoziare su 23 materie. Io direi di approfittare di entrambi i fronti».

Pesa ancora la vicenda Sappada. Il governatore intende evitare non solo che si ripetano situazioni analoghe, ma anche che si corrano rischi di fibrillazione. Venerdì a Plodn, come Sappada viene detta nella parlata locale, salirà la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, per un primo contatto. Serracchiani ha chiesto la collaborazione del Veneto per il trasloco operativo. Zaia non risponde a muso duro, da arrabbiato per il torto subito. Anzi. «Nulla faremo per contrastare questi ultimi passaggi», tranquillizza.

A.C.M.