Autonomia: Minniti presenta il conto

Il referendum per l’autonomia dei veneti? Costa 16 e non 14 milioni di euro perché il ministero degli Interni ha chiesto alla Regione di pagare gli straordinari ai 4.100 militari chiamati a sorvegliare i seggi. Un “salasso” che ha fatto innervosire Zaia, già infastidito dopo aver letto la notizia sulla sorpresa amara del “plico 13” del kit elettorale spedito ai 584 comuni: bianco da pagina 17 a 55, va ristampato. Errore pacchiano ma tra alcuni segretari comunali del Veronese e del Padovano che hanno segnalato l’anomalia cresce la nostalgia per il Viminale e le Prefetture, lente ma infallibili nello loro burocrazia.

A Palazzo Balbi incassano il colpo e  smontano il caso: «A seguito delle programmate verifiche, da parte della regione, sulla regolarità delle consegne del materiale referendario ai comuni del Veneto, è emerso che, per mero errore materiale in fase di stampa, un verbale di quelli destinati ai seggi è risultato mancante di alcune pagine. Sono state date disposizioni alla ditta affidataria perché ristampi entro la giornata odierna tutto il materiale, con conseguente immediata consegna ai comuni». Sembrerebbe tutto sistemato ma non è così dal momento che la prefettura di Venezia ha già inviato al presidente la lettera-fattura con il costo degli straordinari.

La replica di Zaia è polemica. «Accogliamo con un sorriso gandhiano e con una certa assuefazione i colpi bassi dell’ultima sorpresa proveniente da Roma e dal governo nel tentativo disperato di ostacolare fino all’ultimo il referendum sull’autonomia del Veneto del 22 ottobre. A due giorni dall’apertura dei seggi, senza preavviso, ci viene persino recapitato il conto per l’ordine pubblico. Una somma che personalmente ritengo assai lautamente ripagata dal gettito fiscale che ogni anno i veneti mandano a Roma e non ritorna sui territori». Che si lancia in riferimenti storici: «Sarebbe come se avessero presentato a Marco Pannella, maestro di democrazia diretta e di conquiste di diritti sociali, il conto per la forza pubblica per tutti i referendum che ha organizzato per dare la voce al popolo quando Parlamento e Ministeri non riuscivano a decidere nulla. Vorrà dire che i veneti avranno ancora un motivo in più per votare».

A.V.