Autonomia, Zaia si fida di Salvini

Il Governatore: «È prevista dalla Carta»

«Io non sono preoccupato. C’è un tavolo politico a cui siede Matteo Salvini». Luca Zaia all’autonomia differenziata per il Veneto lavora da anni ed è la sua sfida politica più forte. Il problema è che nella maggioranza non tutti sono favorevoli: una parte del M5S continua a ritenere che dalle autonomie possano risultare danni al Sud.

L’iter

In Parlamento l’iter non procede come dovrebbe. Zaia detta le sue indicazioni. «Il punto è che ora il tavolo è politico. E io guardo le carte che abbiamo in mano. Una bozza in Consiglio dei ministri, che ci soddisfa al 70-80%. Io ritengo siano necessarie alcune correzioni in tema di sanità, ambiente, cultura e infrastrutture. Vorrei rivedere anche la partita sulle concessioni autostradali».

Il problema politico

Davanti al fatto che si sente sempre parlare meno di Autonomia, Zaia replica. «Ora bisogna chiudere politicamente queste ultime partite. Ma ripeto: credo siano in ottime mani perché al tavolo politico c’è Salvini, che segue la faccenda personalmente. La bozza condivisa tra Stato e Regioni arriverà».

La proposta

«Il Parlamento deve esprimersi. Io penso che la strada migliore sia questa: si firma subito una preintesa con il governo, dopodiché questa base diventa l’oggetto di un dibattito parlamentare, che produrrà mozioni e ordini del giorno. Il risultato verrà analizzato e tutto quello che sarà possibile raccogliere, sarà raccolto. Infine, ci sarà il voto: sì o no».

Il problema Tav

Intanto le tensioni sulla Tav hanno ulteriormente complicato la strada delle autonomie. «Che su un grande cambiamento come questo ci sia una discussione, ci sta. Io non sono preoccupato perché sono lì a presidiare, ma anche perché ormai sono 17 tra Regioni già autonome e Regioni che chiedono l’autonomia. Per questo credo che l’autonomia sia un processo irreversibile».

I 5 Stelle

Le difficoltà sollevate dai 5 Stelle hanno irritato Zaia. «Mi irrita di più che siano quelli che per anni ci hanno detto “giù le mani dalla Costituzione” ora ci vengano a dire che è uno scandalo fare quello che la Carta prevede».

Il sostegno del Governo

L’altro tema sono le Olimpiadi del 2026. Dopo l’uscita di scena di Torino, i 5 Stelle si oppongono a un sostegno materiale del governo. «Credo che le parole del capo dello Stato abbiano chiuso la questione. Mattarella ha detto: “Sulle Olimpiadi, io ci sono”. Chi è l’italiano che può dire no? Soltanto qualche combattente nella foresta che non si è reso conto che la guerra è finita. Qui ci sono due comunità che rappresentano quasi un terzo degli italiani, un Patrimonio dell’Umanità come le Dolomiti. E’ un’opportunità per l’Italia intera, basta vedere le ricadute di Expo».

Le Olimpiadi

Il Governatore è fiducioso. «Invito gli ultimi irriducibili a evitare di far diventare un totem questa partita: è assolutamente nella logica delle cose il sostegno nazionale a un’Olimpiade. Invece di perdere tempo, attiviamo le nostre reti diplomatiche: ci servono voti per sostenere il nostro dossier. Mentre noi dibattiamo, Stoccolma lavora».

G.N.P.