Autonomisti: fino a settembre noi speriamo

Sitran e Chiaromanni: c'è ancora tempo, alla fine si voterà. Menotto (Pd): posizione di buon senso

Mestre – «Penso che sia una tattica di Zaia, questa. Una tattica che non comprendo precisamente ma noi restiamo serenamente in attesa della convocazione entro settembre del referendum». Marco Sitran, autonomista veneziano, replica alle parole di Zaia ricordando che «ulteriori verifiche alla fine servono a poco visto che la Regione si è già costituita contro i ricorsi di Comune e Città metropolitana con l’avvocatura civica regionale». E continua: «Evidentemente la tattica è quella di prendere tempo ma noi siamo sereni sul fatto che alla fine il referendum si farà», dice l’avvocato veneziano, in questi giorni all’estero. «E francamente noi auspichiamo una convocazione del referendum entro il 7 settembre ( 45 giorni prima del giorno della possibile consultazione del 22 ottobre, ndr), perché una campagna referendaria dai tempi corti ci favorirà visto che non abbiamo tutti i soldi di Brugnaro da spendere», ammette l’avvocato.

Stefano Chiaromanni del movimento autonomista mestrino aggiunge: «Non penso Zaia prenda tempo. Sul fronte della necessità di avere certezze rendo noto che ci è arrivato proprio oggi un altro autorevole parere, quello del professor Traina dell’Università di Firenze che esclude un possibile danne erariale, che al limite potrebbe esserci solo se non ci sarà l’election day del 22 ottobre. E ricordo che un ricorso in Corte Costituzionale è possibile per il governo solo a posteriori, dopo il voto e dopo la legge istitutiva dei due Comuni. Non certo prima. Tutti stiamo spingendo per una decisione veloce del Tar mentre l’interesse del Comune e della città metropolitana è gettare fumo negli occhi ai cittadini e rendere inutile il ricorso al tribunale», spiega il giovane avvocato mestrino.

Dal Partito Democratico veneziano, parole di apprezzamento, invece, per la cautela mostrata dal presidente Zaia. La segretaria Maria Teresa Menotto afferma: «Dopo mesi di discussioni incentrate unicamente sulla ricerca di consenso in maniera populista, il presidente Zaia fa sua l’unica posizione di buon senso possibile ribadita da sempre dal Partito Democratico. Si faccia il referendum di separazione Mestre e Venezia solo se legittimo per evitare uno spreco di denaro pubblico e nel rispetto dei cittadini. Non si capisce perché si sia voluto perdere tutto questo tempo solo per non voler ascoltare».

A.V.