Autovie Venete annuncia l’anticipazione dei lavori per la terza corsia sulla Portogruaro – San Donà

Aveva sollevato perplessità nel Veneto Orientale il fatto che nel bilancio di Autovie Venete, approvato di recente, i lavori per la terza corsia tra Portogruaro e San Donà fossero previsti dopo il 2025 con un prolungamento dei tempi notevoli, peraltro per un tratto che continua ad essere alquanto pericoloso come lo dimostrano gli incidenti pressoché quotidiani che vi si verificano. La concessionaria, attraverso una nota, ha però precisato che “è un work in progress in tutti i sensi la realizzazione dell’opera sia per quanto riguarda l’evoluzione dei lavori e le modifiche alla viabilità, sia – altrettanto – per quanto riguarda i tempi, che sono strettamente connessi con la disponibilità dei finanziamenti a copertura degli interventi. “
 
“ Tempi – è stato precisato – che, per fortuna in questo caso, si riducono e non si allungano.”
Secondo la SpA infatti, anche il tratto compreso fra San Donà di Piave e Portogruaro, la cui realizzazione inizialmente era prevista fra il 2025 e 2031, verrà costruita prima.

“ Nella relazione di bilancio d’esercizio (giugno 2016-luglio 2017) – spiega il presidente e Ad Maurizio Castagna – si è tenuto conto di quanto previsto nel piano economico finanziario 2015 in corso di approvazione da parte del Ministero delle Infrastrutture. L’approssimarsi della scadenza della concessione (marzo 2017), non consentiva di concentrare la realizzazione di tutte le opere entro il 2025 per ovvie ragioni tecniche, economiche e finanziarie, pena l’impossibilità di ottenere finanziamenti anche per le opere aggiudicate da completare entro la fine del 2020. Non sarebbe stato credibile.

La tempistica degli interventi, imposta dai finanziatori, infatti, -ha aggiunto – prevedeva una sospensione dei lavori, una volta completata la terza corsia nella tratta Palmanova-Portogruaro. Una tratta non soltanto priva di percorsi alternativi in caso di criticità, ma di cui più dei due terzi erano già stati aggiudicati. E, appunto, la sospensione avrebbe dovuto coprire un arco temporale sufficiente a consentire il rimborso dei prestiti concessi, con una ripresa dei lavori successiva al 2025.
Il nuovo piano economico, che verrà predisposto dalla Newco (la nuova società a cui farà capo la nuova concessione) potrà contare – ha quindi sottolineato Castagna – su una scadenza della concessione al 2038 e quindi, al momento della ri-negoziazione dei finanziamenti per le opere, la sospensione non sarà più necessaria. Ciò significa che sarà possibile dare continuità ai lavori anche sulle tratte residue: da San Donà a Portogruaro da un lato e da Palmanova a Villesse dall’altro. Non per niente, nei lavori del primo sub-lotto Alvisopoli Gonars (i cantieri apriranno il prossimo anno) del secondo lotto (San Donà di Piave – Alvisopoli) sono già disponibili i finanziamenti anche per l’esecuzione in quel periodo di tutte quelle opere (espropri, spostamenti delle interferenze, cavalcavia, piste di immissione ed emissione, canali di gronda, barriere fonoassorbenti) per un importo pari a circa 160 milioni di euro, che insistono su tutto il secondo lotto, di modo che anche i sub-lotti 2 e 3 del secondo lotto siano già predisposti per la costruzione della sola terza corsia che potrà iniziare non appena terminato il tratto Portogruaro-Palmanova.
In questo modo – ha concluso – il periodo della loro realizzazione sarà più ravvicinato rispetto a quanto previsto nel piano 2015,potendo ragionevolmente terminare entro il 2025 e non dopo il 2025.”
 
Tutto sembrerebbe in linea quindi con buona pace di chi non aveva chiara la posizione del Veneto rispetto ai tempi di esecuzione dell’opera, anche se i dubbi continuano ad essere legati alla effettiva costituzione della Newco nella quale è confermato che al momento non ci sarà l’Anas mentre vi saranno unicamente le due regioni, nella speranza che l’Unione Europea non crei problemi e dia successivamente il via libera per far sì che si eviti quindi il rischio di una possibile gara europea. 
Lucio Leonardelli