Il “dopo” Autovie Venete attende la Newco

Lo scenario per il “dopo” si sta delineando, anche se il percorso appare ancora alquanto tortuoso. In ballo c’è la gestione della rete autostradale attualmente in gestione ad Autovie Venete la cui concessione è scaduta lo scorso 31 marzo, anche se tale scadenza, come fa presente il Presidente e Ad della SpA Maurizio Castagna, “grazie all’atto integrativo alla convenzione, stipulato nel 2011, può usufruire di “una proroga tecnica”, consentendo ad Autovie Venete ad operare pienamente nella tratta assentita in concessione, per adempiere agli obblighi convenzionali e proseguendo con gli investimenti ritenuti indifferibili dal Commissario per la realizzazione della terza corsia, fin tanto che non subentrerà il nuovo gestore”.

Una proroga, del resto, “in linea” con quanto previsto dal protocollo d’intesa tra Ministero delle Infrastrutture, Regione Friuli Venezia Giulia e Regione Veneto, siglato nel gennaio 2016 in base al quale è stato deciso di dar vita ad una “newco” di cui faranno parte la Regione FVG (con una quota di maggioranza non inferiore al 50,1%), ANAS spa (per una quota non superiore al 43,9 %) e Regione Veneto (per una quota intorno al 6%). Accordi che sono già stati sanciti in una specifica delibera della giunta regionale del Fvg, oltre che avvallati anche dal Governatore del Veneto Luca Zaia, mentre Anas, che pure avrebbe dato il suo assenso, attende il via libera da parte dei competenti ministeri, stante l’impegno economico previsto di circa 200 milioni di euro cui, in base, a tale intesa dovrebbe far fronte.

Conseguentemente alla costituzione l’organo di amministrazione della nuova società sarà composto da un CdA composto da cinque membri nel qual caso spetta alla Regione FVG la nomina del presidente e di due membri del Consiglio e all’ANAS la nomina di un membro del CdA che svolgerà funzioni di amministratore delgato, mentre il quinto componente, con il ruolo di vicepresidente, spetterà al Veneto.

Al riguardo, in quanto propedeutica all’operazione, il Consiglio regionale del Fvg martedì scorso ha approvato con i voti della sola maggioranza (astenuti il Movimento 5 Stelle e contrari le forze di opposizione) il disegno di legge contenente disposizioni urgenti in materia di finanze con il quale si è definito l’acquisto del controllo diretto da parte della Regione FVG Autovie Venete Spa, attualmente controllata dalla finanziaria regionale Friulia, da attuarsi mediante permuta di azioni con Friulia Spa – quindi con esclusione di qualunque onere finanziario – e con il mantenimento in capo alla Regione del controllo della società Friulia spa che, alla fine dell’operazione, vedrà molto ridotta ma non estinta la propria partecipazione in Autovie.

Le contrarietà della minoranza erano contenute in una mozione presentata da Alessandro Colautti (AP), primo firmatario, e sottoscritta da Riccardi (FI), Tondo (AR), Violino (Misto), Ciriani (FdI/AN), Zilli (LN) e Sergo (M5S) i quali, non condivendo i contenuti del protocollo approvato dalla giunta rispetto all’assetto della newco, ravvisavano l’indeterminatezza di alcune scelte, tra le quali la quantificazione del valore di Autovie e dell’indennizzo di subentro, la non conoscenza delle opinioni dei soci privati in merito all’operazione, la nebulosità del protocollo circa i contenuti dello statuto e dei patti parasociali, la motivazione della rinuncia al controllo analogo da parte della regione FVG, “considerato – hanno sottolineato – che tale controllo sembra spettare a tutti i tre futuri soci in modo congiunto nonostante la partecipazione maggioritaria del FVG al capitale della nuova concessionaria”.

E inoltre, la mancanza della possibilità che la Regione possa disimpegnarsi dalla nuova società al termine della realizzazione della terza corsia; il ruolo di Friulia nell’emissione di obbligazioni da parte della nuova concessionaria; il luogo in cui verranno versate le imposte da parte della nuova società, anche in qualità di sostituto d’imposta; il latente conflitto di interessi tra ministero delle Infrastrutture, chiamato a stabilire il valore di subentro in Autovie, e Anas che ha tutto l’interesse a pagare il meno possibile per subentrare ad Autovie.

Una mozione che è stata respinta da parte della maggioranza dopo i chiarimenti da parte della presidente Debora Serracchiani la quale, rispetto alla quantificazione del valore di Autovie Venete, ha informato che, assieme alla Regione Veneto, è stata presentata al Tribunale di Trieste istanza per la designazione di un esperto che dovrà determinare il valore delle azioni, esperto individuato nella persona di Mario Giamporcaro, dottore commercialista, a garanzia di trasparenza e imparzialità di questa operazione. “E’ ragionevole pensare – ha aggiunto Serracchiani – che il valore delle azioni non si discosterà in maniera sensibile da quello del suo patrimonio. Quanto al valore dell’indennizzo, sarà determinato dal ministero delle Infrastrutture e sul rapporto con i soci privati sarà determinante ciò che stabilirà l’esperto chiesto al Tribunale.”

La presidente ha quindi rimarcato la necessità di dotarsi della terza corsia, perché interessa un tratto stradale con traffico in crescita, perché si tratta di un asse importante e strategico per raggiungere il centro e l’est europeo. Sul luogo dove verranno versate le imposte ha ribadito che la nuova società avrà sede legale a Trieste e quindi che saranno introitate dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

Rispetto invece ai costi, “non era pensabile – ha affermato – che un’opera straordinaria fosse realizzata con fondi ordinari e la legge vieta anche il suo finanziamento solo con i pedaggi per cui è stata cercata un’alleanza innanzitutto col Governo italiano e con l’Unione europea e il fatto che un finanziamento di 600 milioni provenga dalla Banca europea degli investimenti è il riconoscimento del valore strategico dell’opera”.

Per quanto attiene infatti le risorse, oltre ai contributi di 130 milioni di euro inseriti nella legge di stabilità 2014 e agli ulteriori 30 milioni del decreto cosiddetto “Sblocca Italia”, recentemente sono stati firmati nuovi contratti con Cassa Depositi e Prestiti (300 milioni di euro) e con la Banca Europea degli Investimenti per ulteriori 300 milioni di euro, che sommati alle risorse proprie generate dalla gestione, assicurano la copertura dei lavori avviati e di quelli che saranno cantierati a breve nelle tratte: Alvisopoli-Gonars (3°lotto), Gonars-Nodo di Palmanova (1°sub-lotto del 4°lotto), nonché a quelli che saranno affidati nel corso del 2017.
7Le schermaglie politiche non dovrebbero comunque compromettere in alcun modo il percorso intrapreso anche se per procedere alla costituzione della Newco si è ora in attesa di un decreto che dovrà essere emanato dal Governo, tale da definire in maniera incontrovertibile chi sarà il concedente della nuova concessione autostradale. Ciò, sempre che l’Unione Europea non si metta di traverso, soprattutto da parte della Commissione per il libero mercato, che potrebbe non essere favorevole rispetto ad una soluzione che bypassa quella della gara internazionale, come sarebbe dovuto avvenire in base alle norme per le concessioni in scadenza, e sulla quale comunque c’è il pieno ottimismo da parte del Governo.

Da tener conto però che tra meno di un anno in Fvg si andrà a votare per il rinnovo del Consiglio regionale per cui una possibile vittoria del centrodestra potrebbe anche modificare in qualche il tracciato definito, anche se è prevedibile che la Newco per quella data sia già stata definita, considerato che avrebbe dovuto esserlo già dal 1 aprile. “Per quanto ci riguarda – dice Riccardo Riccardi, candidato in pectore di FI per la corsa alla presidenza – vigileremo attentamente e interverremo laddove possibile per correggere le storture che abbiamo individuato rispetto ad una operazione che non ci convince per niente dato che si corre il rischio di cedere tutto nelle mani dell’Anas, cosa che vorremmo evitare”.

Lucio Leonardelli