Siglato a Roma il protocollo tra Fvg, Veneto e Anas per la newco che gestirà la A4 fino al 2038

Prosegue il piano di finanziamenti per i lavori della terza corsia

La costituzione di una “newco” interamente pubblica per la futura gestione della A4 Venezia – Trieste la cui concessione, che scade il 31 marzo 2017, è attualmente in capo ad Autovie Venete, Spa mista pubblico-privata, sembra essere ormai cosa certa. Quella che pareva essere solo una delle ipotesi per bypassare le normative europee che prevederebbero, in scadenza di concessione, una gara, è stata messa nera su bianco a Roma tra i presidenti del Fvg Debora Serracchiani e del Veneto Luca Zaia nonchè, soprattutto, l’Ad di Anas Gianni Vittorio Armani. Il protocollo siglato nella Capitale recepisce i precedenti accordi definiti con il Governo e, di fatto, stabilisce i parametri in base ai quali verrà costituita la società che subentrerà ad Autovie Venete nella gestione della A4. In particolare l’operazione disciplinata dal Protocollo prevede che alla scadenza della Convenzione, il prossimo 31 marzo 2017, Autovie Venete riceva il pagamento di un indennizzo pari al valore del capitale investito netto, a oggi stimabile in circa 350 milioni di euro.

Il Protocollo prevede inoltre che, a valle della costituzione della NewCo, venga affidata a questa la concessione autostradale della attuale concessionaria Autovie Venete. L’operazione di passaggio della concessione avverrà nel pieno rispetto del decreto legislativo 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica) e della direttiva 2014/23/UE relativa all’aggiudicazione dei contratti di concessione tra enti nell’ambito del settore pubblico che prevede il Principio della libera organizzazione dei servizi e delle attività di competenza della Pubblica Amministrazione.

I tre firmatari si sono altresì impegnati, nell’ambito dei primi step propedeutici al perfezionamento dell’operazione, a predisporre e presentare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un nuovo Piano economico finanziario che, tramite autofinanziamento e mediante il ricorso al mercato dei capitali, consenta alla società pubblica neoconcessionaria di sviluppare il nuovo piano con investimenti pari a circa 1,5 miliardi di euro e di contenere gli incrementi tariffari entro il valore dell’inflazione programmata. L’intero processo si prevede che possa essere concluso entro il primo semestre del 2017.

Il controllo della maggioranza societaria rimarrebbe in capo al Fvg che avrebbe una quota azionaria compresa tra il 51 e il 53 per cento, mentre il Veneto avrebbe una quota pari al 6 e di conseguenza l’Anas manterrebbe una partecipazione attorno al 40/42 per cento.
Soddisfazione è stata espressa da parte di Debora Serracchiani per la quale il protocollo che dà il via alla newco, che otterrebbe, previo il parere dell’Unione Europea, la concessione della A4 fino al 2038, “è un ulteriore passo avanti per la continuità della realizzazione delle oper autostradali e per il mantenimento di un asset importante per la gesyione delle politiche della mobilità del territorio”. Chiaro che l’importanza deriva soprattutto dall’adesione di Anas che, a questo punto, potrebbe prefigurare in un successivo momento anche un possibile convolgimento nell’operazione della Cav, la società che gestisce il Passante di Mestre, di cui fanno parte Anas e Regione con il 50 per cento ciascuna delle quote.

“Per noi è anche un fondamentale strumento operativo – ha evidenziato Serracchiani – che pone le premesse per significative ricadute economiche finanziarie a beneficio delle casse della Regione, e quindi dei cittadini. Dopo aver acquisito l’approvazione del Piano economico e finanziario, dopo i positivi dati del bilancio di Autovie, dopo l’avvio dei lavori del terzo lotto della terza corsia, proseguiamo il lavoro – ha concluso la presidente – per mettere in definitiva sicurezza la realizzazione di un’opera strategica per il Paese”.

La regione Friuli Venezia Giulia, non a caso, nella propria legge di stabilità ha già inserito uno stanziamento per la futura costituzione della società (che va ad aggiungersi agli accantonamenti già effettuati da Autovie Venete) e lo stesso ha fatto la regione Veneto, che ha pure deciso di acquistare le quote azionarie detenute attualmente dal Comune e dalla Città metropolitana di Venezia. I tempi per arrivare alla definizione della nuova società ci sono in quanto Autovie Venete, dopo la scadenza, avrebbe ancora un paio d’anni per mantenere la proroga della concessione, con le garanzie, peraltro richieste in modo esplicito dalle organizzazioni sindacali di categoria, per i circa 600 dipendenti della società attuale.

Nel frattempo i soci nel corso di un’assemblea straordinaria hanno approvato una serie di modifiche allo statuto della Concessionaria, finalizzate a recepire la recente normativa in materia di società partecipate. La cosiddetta “Riforma Madia della Pubblica Amministrazione” (Decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, “testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”), infatti, per quanto riguarda gli organi amministrativi nelle società a controllo pubblico, stabilisce che dovranno essere costituiti – di norma – da un amministratore unico, mentre il consiglio di amministrazione potrà essere composto al massimo da 3 o 5 membri.

Il Consiglio di Amministrazione della SpA ha intanto affrontato la questione dei finanziamenti necessari per portare avanti il piano delle opere previste, principalmente il completamento della terza corsia essendo stato realizzato finora solo il primo dei quattro lotti previsti, quello da Quarto d’Altino a San Donà di Piave. Il presidente Maurizio Castagna ha illustrato ai consiglieri, in particolare, la struttura del finanziamento in corso di definizione con la Banca Europea degli Investimenti (BEI) rilevando che, grazie all’inserimento del progetto della terza corsia nell’ambito di applicazione del Piano Juncker, si è riaperta la possibilità di sottoscrivere un nuovo contratto che, se approvato, consentirà di procedere negli investimenti.

Oltre alla contrattualizzazione con le imprese che realizzeranno il terzo lotto della terza corsia (Alvisopoli-Gonars), la cui gara potrebbe essere effettuata nei primi mesi del 2017, e a quella per stralci del quarto lotto (Gonars-Nodo di Palmanova), pure imminente, potrebbe essere bandita anche la gara per il primo stralcio del secondo Lotto, così da completare progressivamente – tra il 2020 e il 2021 – il tratto Palmanova- Portogruaro, che è considerato il più critico della A4, come del resto lo si purtroppo constatato anche in questi ultimi giorni alla luce di alcuni incidenti stradali che hanno determinato anche la chiusura di tratti dell’autostrada, rendendo precaria la situazione della viabilità ordinaria.
“Stiamo cercando di procedere il più celermente possibile – ha detto Castagna – per dar seguito ai vari lotti, tenendo conto che il terzo tra Gonars e Alvisopoli è già stato appaltato, con l’obiettivo di estendere i lavori anche a tutta un’altra serie di attività ovvero l’estensione a tutto il secondo lotto degli espropri, lo spostamento delle interferenze, la realizzazione dei cavalcavia che insistono sul lotto medesimo, in modo da essere pronti, dopo il 2021, per il completamento della terza corsia su tutta la tratta. Si tratta – ha sottolineato – di un pacchetto di interventi pari a circa 1 miliardo e 400 milioni che consentiranno alla futura NewCo di portare a compimento i lavori.”

Lucio Leonardelli