Autovie Venete, Riccardi (FI): “Debora Serracchiani svende la società ai Palazzi di Romani”

Il Centrodestra non accetta il ruolo di ad nella futura Newco, anche se la maggioranza ribatte che il controllo della società sarà in capo al FVG

“La sintesi mi pare sia una sola e anche alquanto semplice ovvero: se ho la proprietà perchè devo dare l’Ad e quindi la gestione della società ad un socio di minoranza ? “. Il ragionamento, di per sè, non fa una grinza e Riccardo Riccardi, già assessore alle infrastrutture in Fvg con la giunta Tondo, attualmente capogruppo di FI in regione e candidato “in pectore” del centrodestra per le prossime regionali, lo ha illustrato nel corso di una conferenza stampa – assieme a tutta la coalizione di opposizione – durante la quale ha esplicitamente accusato Debora Serracchiani di voler svendere Autovie Venete, quello che per il Fvg rappresenta oggi un vero e proprio gioiello di famiglia.

Siamo già in campagna elettorale come ha rilevato la maggioranza ? “Assolutamente no – risponde Riccardi, che è tuttora direttore generale in aspettativa di Autovie Venete – ma solo delle considerazioni di buon senso in relazione ad una operazione che, di fatto, consegnerà in altre mani, quelle dell’Anas, un patrimonio strategico per la nostra autonomia”.

Ma dove sta il nocciolo della questione ? E’ contenuto nell’accordo preliminare, il “Memorandum of Understanding”, che recentemente le regioni Fvg e Veneto hanno firmato assieme all’Anas per costituire la Newco che subentrerà all’attuale Autovie Venete nella gestione della A4 Venezia – Trieste, la cui concessione oggi in capo alla SpA scade il prossimo 31 marzo. Un accordo su cui il 16 dicembre la giunta regionale aveva deliberato il via libera, autorizzando la presidente Serracchiani a procedere con la relativa firma, e che, di fatto, sancisce, oltre che la nascita della nuova società totalmente pubblica, la seguente suddivisione azionaria: per il Fvg una quota compresa tra il 50,1% e il 54%, per l’Anas (in considerazione della quota del Fvg) non superiore al 43,9% e per il Veneto indicativamente il 6%.
La Newco così formata, secondo il memorandum, potrebbe contrarre un finanziamento ponte, di ammontare pari al valore necessario, unitamente alle risorse liquide apportate da Anas, al pagamento dell’indennizzo di subentro ad Autovie Venete che permetterebbe alla SpA – che verrebbe messa in liquidazione – di rimborsare i soci privati e, nel contempo, garantirebbe a Fvg e Veneto la liquidità da apportare alla Newco, così da consentire a questa di estinguere il finanziamento ponte.

Fin qui tutto sembra essere alquanto chiaro, ma il problema starebbe – a detta del centrodestra – nella “governance” considerato che il previsto Cda della Newco verrebbe costituito da 5 membri, di cui 3 del Fvg, che avrebbe la presidenza, e 1 ciascuno al Veneto, cui verrebbe garantita la vicepresidenza, e all’Anas, cui è stato garantito l’Amministratore Delegato.
“Che senso ha – sottolinea Riccardi – cedere il governo di una società di cui si ha la proprietà ai palazzi romani
? E la nostra autonomia regionale dove sta ? Un atto simile non è mai accaduto e da parte nostra ci attiveremo in tutti i modi e in ogni sede per far sì che non si porti a termine quella che è una vera e propria operazione di svendita della concessionaria.

Credo che i cittadini debbano sapere come sta agendo la presidente Serracchiani, che, del resto, non a caso è risultata la terzultima nel sondaggio del Sole 24 Ore tra i presidenti di regione più amati in Italia.
Inutili – aggiunge, a questo proposito, l’esponente di Forza Italia – sono le sue motivazioni a quello che rappresenta in modo più che evidente per la nostra comunità un vero e proprio fallimento da parte sua e della maggioranza che la sostiene nel governo di questa regione”
Il centrodestra quindi non ci sta e punta, per quanto possibile, a rimescolare le carte, in attesa di discuterne a breve in un’apposita commissione, anche se comunque i tempi sono alquanto stretti e, a ragion di logica, diventa difficile ritenere che quanto concordato possa essere in qualche modo stravolto. In base al protocollo siglato, al fine di bypassare il ricorso alla gara come prevede attualmente la normativa europea, tutto dovrebbe avvenire infatti nel periodo compreso tra febbraio e marzo, con la costituzione della Newco, l’ingresso di Anas attraverso un aumento di capitale, la nomina degli organi societari e la definizione del nuovo schema di concessione (fino al 2038), con la successiva liquidazione ad aprile della cosiddetta quota di subentro ad Autovie, cifra stimabile attorno ai 350/400 milioni di euro.

“Ci rendiamo conto – ammette Riccardi, unitamente all’ex presidente della regione Renzo Tondo – che il tempo è breve ma riteniamo che almeno il Pd, che si è sempre dimostrato attento al rispetto dell’autonomia regionale, ancor più in merito ad un asset strategico come questo, si faccia carico dello svilimento di questa operazione, in merito alla quale il centrodestra si era detto favorevole in modo compatto ma di certo nessuno pensava che la presidente Serracchiani la portasse a termine a coì caro prezzo. E’ assolutamente inconcepibile oltre che censurabile”.

Accuse dure e pesanti dunque cui la maggioranza, attraverso gli assessori alle finanze Francesco Peroni e alle infrastrutture Mariagrazia Santoro, ha replicato sostenendo in una nota che “non si tratta assolutamente di una svendita, ma di una alleanza strategica e solida per l’implementazione di un’opera importante quale è quella della terza corsia “. La nota aggiunge che “l’operazione garantirà alla regione di rimanere titolari della maggioranza della nuova società, per cui ogni atto di indirizzo lo darà la regione e quindi non si cede in alcun modo il controllo della società come si vuol far credere”.

V’è comunque da considerare che, in uno scenario non tanto lontano, la Newco potrebbe “agganciarsi” alla Cav, società che attualmente gestisce il Passante di Mestre, di cui fanno parte con il 50% ciascuno, Veneto e Anas, per cui se ciò dovesse avvenire – al di là della reale fattibilità che, ad oggi, sembra essere a onor del vero assai poco concreta – Anas si troverebbe inevitabilmente a controllare entrambe le società (in Cav ha già attualmente l’Ad) con buona pace delle due regioni.
E’ un’ipotesi comunque, come detto, solo futuribile (anche se nella testa, a quanto pare, di Luca Zaia che vorrebbe costituire una società unica per la gestione delle autostrade del NordEst, ma gli spagnoli di Abertis lo hanno già preceduto acquisendo intanto il controllo della Brescia – Padova), mentre restano aperte tutte le domande – sulle quali il centrodestra del Fvg ha chiesto di avere risposta – rispetto a cosa ne sarà dell’attuale Spa e dei suoi oltre 600 dipendenti, i quali, non a caso, sono pure essi in attesa di conoscere il loro destino rispetto alla Newco e alla futura gestione degli oltre 210 chilometri in concessione.

Lucio Leonardelli