Autovie Venete, utili per 17,5 milioni e dividenti per 5,5 in attesa della nuova concessione

La Regione Veneto intanto destina 8,4 milioni per acquistare quote da altri soci e per la costituzione della newco interamente pubblica"

Dividendi per 5,5 milioni, di cui quasi 4 vanno a Friulia e 264.308 alla Regione Veneto: questa la decisione presa dagli azionisti di Autovie Venete nel corso dell’assemblea di fine ottobre convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’esercizio 1 luglio 2015/30 giugno 2016 che si è chiuso con un utile netto di 17,6 milioni, di fatto la metà rispetto a quello dell’esercizio precedente. Lo scostamento è frutto di un importante accantonamento (circa 20 milioni) effettuato nel rispetto del calcolo dell’indennizzo, in vista della scadenza della concessione, a fine marzo del 2017. Il fatturato della gestione della concessionaria è stato di 200 milioni 826 mila euro (di poco superiore al precedente), con un margine operativo lordo salito dagli 86 milioni e 226 mila euro a 102 milioni e 372 mila euro. “Cifre significative – ha sottolineato il presidente e amministratore delegato Maurizio Castagna – che, se inserite in un quadro economico non ancora del tutto stabilizzato, risultano ancora più positive”. Frutto di un favorevole mix di fattori (trend del traffrico in crescita, economie sempre più accurate e ulteriore razionalizzazione dei processi di gestione) il risultato, definito da Castagna più che soddisfacente, “è stato conseguito – ha precisato – grazie all’impegno e alla collaborazione di tutti, dai dipendenti ai vertici aziendali, affiancati dal Consiglio di Amministrazione e dal Collegio Sindacale”. Castagna ha esposto agli azionisti il lungo e complesso iter del piano economico finanziario, soffermandosi in particolare sulle garanzie di continuità dei lavori della terza corsia sulla A4 Venezia – Trieste che il piano, del resto, assicura in toto, ancorchè la concessionaria sia in attesa dell’ultimo definitivo passaggio per l’approvazione del piano stesso – dopo il via libera dato dal Cipe – con il decreto del Ministero delle Infrastrutture. “Grazie all’inserimento del progetto della terza corsia dell A4 nell’ambito di applicazione del cosiddetto Piano Juncker, è in corso di definizione – ha sottolineato il presidente della SpA – un ulteriore e nuovo contratto con la Banca Europea degli Investimenti e Cassa Depositi e Presti che, se ottenuto, consentirebbe nei primi mesi del 2017 di bandire la gara per il primo stralcio del secondo lotto (quello tra Portrogruaro fino ad Alvisopoli) e di estendere a tutto il secondo lotto (quindi fino a San Donà di Piave) l’attività di esproprio oltre allo spostamento delle interferenze e alla realizzazione dei cavalcavia che insistono sul medesimo lotto. Ciò significa – ha aggiunto – che una volta completato il tratto Palmanova – Portogruaro (comprendente quindi anche il terzo lotto da Alvisopoli a Gonars e lo stralcio del quarto da Gonars a Palmanova), saranno pronti tutti i lavori preliminari per realizzare anche il secondo lotto”. Il problema di fondo rimane comunque sempre quello del rinnovo della concessione per il quale, in base agli accordi definiti con il Governo, la società è pronta a diventare interamente pubblica, garanzia necessaria per far sì che l’Ue eviti la gara che, diversamente, dovrebbe esserci alla scadenza della concessione, ancorchè Autovie Venete avrebbe comunque almeno un paio d’anni di proroga “naturale” qualora ciò dovesse avvenire. Pietro Del Fabbro, presidente di Friulia, il principale azionista della concessionaria, ha comunque garantito che l’iter per far sì che la società diventi del tutto pubblica è già stato avviato e sarebbe di circa 100 milioni di euro il fabbisogno necessario per liquidare gli attuali soci privati e conferire interamente alla Regione Friuli Venezia Giulia il controllo di Autovie Venete. Resta da vedere se verrà resa pubblica l’attuale società o se si andrà, come appare molto probabile, verso la costituzione di una newco, per la quale si sarebbe detta d’accordo anche la Regione Veneto, pur considerando che il presidente Luca Zaia ha posto alla sua collega Debora Serracchiani dei “paletti” ben precisi riguardanti la futura “governance” che saranno oggetto di ulteriori necessari approfondimenti. Intanto la Regione Veneto, proprio in vista della possibile costituzione di una newco, ha previsto nel bilancio di previsione 2017 la cifra di 8,4 milioni di euro per l’acquisizione delle quote dismesse da altri soci ovvero quelle del Comune e della Città Metropolitana di Venezia (3,4 milioni) e per la newco. “La nuova compagine societaria – è stato sottolineato da Plazzo Balbi – rispecchierà le proporzioni presenti nel capitale di Autovie Venete”. Il Veneto, che attualmente ha poco meno del 5% delle quote, accantona intanto 5 milioni di euro ma in prospettiva dovrebbero diventare 50, probabilmente attraverso il coinvolgimento di Veneto Sviluppo. Nel frattempo buone notizie arrivano dal traffico il cui incremento è proseguito in maniera costante anche negli ultimi mesi. Una ripresa già iniziata nella seconda parte del 2013 con i primi, leggeri segnali di ripresa che si sono poi consolidati negli anni successivi. Nell’ultimo esercizio i veicoli complessivi sono passati da 43 milioni 907 mila a 45 milioni 988 mila, con un incremento del 5%, mentre i veicoli/chilometro da 2 miliardi 372 milioni 745 mila sono passati a 2 miliardi 474 milioni 188 mila, con un aumento pari al 4,3%. “I positivi dati di bilancio – ha commentato la presidente del Fvg Debora Serracchiani, peraltro commissario per l’emergenza della A4 – non possono che risultare appaganti nelle valutazioni della regione che, tramite Friulia, è di fatto l’azionista di maggioranza. Ritengo che i buoni margini operativi fatti riscontrare da Autovie Venete, accanto all’aumento dei traffici sulla rete in particolare nell’ultima annualità e, soprattutto, al recente affidamento per la realizzazione del terzo lotto della terza corsia (un intervento infrastrutturale di quasi 450 milioni di euro) ci spingono verso prospettive interessanti nel proseguimento del piano degli investimenti della società”. Un ultimo dato riguarda infine i pedaggi che, dopo l’aumento dell’1,5 deciso dal Governo a partire dal 1 gennaio 2015, sono rimasti fermi quest’anno in quanto la società non era ancora dotata del nuovo piano finanziario. Le tariffe però ora sono destinate ad aumentare e lo stesso Castagna ha riferito che la società chiederà al ministero un incremento tra lo 0,6 e lo 0,8 per cento, anche se non si tratta di un aumento certo dato che l’ultima parola spetterà agli ambienti ministeriali.

di Lucio Leonardelli