Bosco del Parauro e Oasi Lycaena di nuovo fruibili

Riaprono al pubblico dopo anni il bosco di Mirano e l'oasi di Salzano

Dopo una chiusura di alcuni anni, riaprono domenica 21 maggio il bosco del Parauro di Mirano e l’oasi Lycaena di Salzano, due splendide aree di rilevante interesse naturalistico e paesaggistico. A darne l’annuncio è stato Fabrizio Destro di Napea, raggruppamento di cinque associazioni di volontariato che comprende Legambiente Riviera del Brenta, Laguna Photografica, Legambiente del Miranese, Vas Venezia, Wwf Venezia e territorio e che hanno avuto in assegnazione la gestione delle due oasi tramite un bando della Città Metropolitana.

Napea ha presentato un progetto della durata di tre anni, che prevede la possibilità di visitare liberamente e gratuitamente le due oasi ogni prima e terza domenica, da marzo a ottobre e la prima domenica da novembre a dicembre, con aperture straordinarie in occasione di manifestazioni pubbliche. Il progetto prevede anche visite guidate, laboratori e corsi che renderanno fruibili alla cittadinanza e alle scuole questi due bellissimi luoghi, nel rispetto della loro delicata specificità. Già da giugno saranno attivati laboratori didattici estivi per bambini.

Il Parauro è un bosco planiziale tipico della pianura veneta, che si estende su una superficie di circa 15 ettari, non distante dal nuovo ospedale di Mirano, lungo la via Parauro che collega Mirano a Salzano. Nel bosco, che è visitabile seguendo un agevole sentiero ad anello, è presente una fauna molto varia comprendente specie selvatiche tipiche della pianura. È anche un’importante zona di rifugio per uccelli migratori. Il sito, di proprietà della Città Metropolitana, comprende anche l’azienda dell’Istituto agrario Lorenz e una pista ciclabile lo rende facilmente raggiungibile in pochi minuti dal centro del paese.

L’ oasi Lycaena di Salzano è invece una zona Sic (Sito di importanza comunitaria) e Zps (Zona di protezione speciale), area umida tra le più vaste del Veneto (circa 60 ettari) derivante da una ex cava di argilla, dove, a partire dal 2006, il consorzio di bonifica Acque Risorgive ha avviato un progetto di fitodepurazione del fiume Marzenego, realizzando numerosi specchi d’acqua di diversa profondità che hanno reso questo biotopo una delle zone umide più interessanti dell’entroterra veneziano. L’oasi è caratterizzata da numerose specie arboree e oggi rappresenta un importante sito di nidificazione per numerose specie di uccelli. È visitabile seguendo un facile sentiero, dal quale è possibile osservare gli animali che popolano gli stagni senza disturbarli.

Filippo De Gaspari