Brand unico per il turismo dell’Alto Adriatico

A Bibione è nata la “santa alleanza” tra Veneto e Friuli Venezia Giulia per unire le forze e promuovere assieme le spiagge del litorale. Oltre 32 milioni di presenze turistiche – circa 24 del Veneto e 8 del Fvg – rappresentano una fonte economica di assoluta preminenza per le due regioni che, assieme, potrebbero dar vita ad un vera e propria “macchina da guerra” in grado di competere a livello internazionale contro ogni altra nazione.

“Come Regione – dice Gianluca Forcolin, Vicepresidente della Regione Veneto – siamo pronti a promuovere il brand “Alto Adriatico”. Ma bisogna vincere i campanilismi e, soprattutto, serve saper fare rete con le strutture dell’industria del turismo. La necessità è dare risposte, in particolare sul fronte dei trasporti. Il Veneto è una regione che investe molto nell’industria del turismo grazie ad un impegno, fino al 2020, di oltre 65 milioni di euro di compartecipazione ai fondi europei, buona parte dei quali reinvestita in turismo. Ben venga quindi un rapporto di collaborazione con il Friuli Venezia Giulia”.

Idea che ha trovato spazio e condivisione tra istituzioni e operatori economici presenti a Bibione al convegno organizzato da Bibione Live – Consorzio di Promozione Turistica, durante il quale sono stati presentati anche i dati emersi dalla ricerca di mercato “Bibione Tourism Survey” commissionata dallo stesso Consorzio e condotta dall’Università di Klagenfurt sui mercati dell’Austria e del sud della Germania.

Forcolin, che è stato già promotore della recente costituzione della Conferenza dei Sindaci del litorale veneto, nella circostanza, rimarcando la disponibilità della Regione rispetto ad una possibile collaborazione con il Friuli Venezia Giulia, ne ha sottolineato il senso evidenziando che “la creazione di un brand e di una realtà unica e forte, in grado di coinvolgere le due regioni, permetterebbe anche una maggiore facilitazione nell’accesso a finanziamenti e contributi europei per un ulteriore rilancio sul mercato mondiale delle nostre spiagge”.

E su questa ipotesi la risposta del Friuli Venezia Giulia è stata positiva e immediata da parte del Vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello, anch’esso presente al convegno, il quale, nel sostenere che “il turismo deve essere considerato come una grande realtà industriale, in quanto continua a trainare, nonostante il periodo congiunturale non sia ancora del tutto favorevole”, ha raccolto la proposta di Forcolin sostenendo che “per il rilancio del turismo adriatico occorre predisporre un grande piano industriale, in quanto la crescita del settore turistico non potrà avvenire senza la contestuale crescita dei servizi, delle infrastrutture, delle professionalità, della rete dei collegamenti di accesso e di avvicinamento alle nostre realtà balneari.”

E se la ricerca presentata nella percezione dei potenziali turisti austriaci e tedeschi ha promosso nel suo complesso il sistema turistico dell’Alto Adriatico, “grandi difficoltà – secondo il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia – si riscontrano sul territorio considerato proprio nella logistica e nei trasporti, ed è quindi dalla logistica che deve derivare il piano infrastrutturale per il turismo dell’Alto Adriatico.”

” Per accrescere l’attrattività dell’offerta turistica di area vasta, in particolare quella del Veneto e del Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto Bolzonello – occorre pensare a un grande piano industriale, che tenga conto dei diversi elementi destinati a influire sulle scelte dei turisti. Elementi, tra i quali particolare attenzione deve essere posta alle infrastrutture, alla rete di collegamenti viari, ferroviari, aeroportuali, assieme ai percorsi sul territorio, compresi quelli ciclabili e quelli pedonali.

Si tratta di fattori – ha sottolineato – che nel complesso possono rappresentare un potere attrattivo importante dell’offerta turistica di area vasta, in particolare per le due regioni, ma che, soprattutto, sono essenziali per la eventuale realizzazione di un grande progetto industriale, volto al rilancio del turismo dell’intero arco costiero dell’Alto Adriatico.”

Un’alleanza, dunque, che s’ha da fare e al riguardo si sono trovati d’accordo i presidenti dei due Consorzi di promozione turistica, Giovanni Mazzarotto di Bibione e Francesca Zaghis di Lignano, e soprattutto il presidente di Confturismo Veneto Marco Michielli per il quale una sinergia tra le due regioni “è fondamentale, ancor più in questo periodo in cui i turisti hanno ridotto i loro viaggi per altre realtà internazionali ritenendole poco sicure, ma è importante trovarci preparati – ha aggiunto – per quando, tra pochi anni, si ritornerà probabilmente in una situazione più normale,, com’è del resto auspicabile, e quindi la possibilità di un modello unico dell’Alto Adriatico, analogo a quello della Costa del Sol, sarebbe di assoluto grande vantaggio”.

Lucio Leonardelli