Brugnaro: «Lo stop a kebab e take away sta arrivando»

È esattamente da un anno che la delibera per lo stop triennale dei punti vendita di cibi da asporto attende il via libera dalla Regione. Ora che la quadratura sembra essere stata trovata (ma a Firenze fu necessario solo un mese e mezzo per un provvedimento molto più forte) l’approvazione è in dirittura d’arrivo. Lo ha spiegato ieri a Effetto Giorno su Radio 24 il sindaco Luigi Brugnaro, annunciando anche misure nei confronti di chi vende già quelle cose e che quindi non può essere fermato.
«È un provvedimento che avevamo fatto l’anno scorso – ha spiegato Brugnaro – e abbiamo atteso il vaglio della Regione per capire se questo avrebbe potuto avere problemi di legittimità sia a livello nazionale che europeo. Si tratta di impedire l’apertura di nuove attività di vendita di cibi da asporto e imporre nuove regole a chi già opera, in modo che queste persone siano obbligate a pulire e a raccogliere gli involucri fuori dai loro negozi e mettere contenitori per i rifiuti fuori dai loro locali».
Il problema principale di questo tipo di negozi, è soprattutto l’enorme quantità di involucri che viene prodotta e poi abbandonata in giro per la città. Si tratta principalmente di cartoni da pizza o scodelle in cartoncino che contengono la pasta ma mangiare rigorosamente per la strada. In una città come Venezia, quella che all’inizio poteva essere una piacevole novità (il negozio di kebab o la pizza al taglio) si è trasformato rapidamente in una piaga, visto che questa tipologia ha avuto molto successo soprattutto tra i turisti di giornata che non mangiano seduti al ristorante. La conseguenza è stata la chiusura di negozi che davano un servizio prevalentemente alla città, come artigiani e negozi di prossimità, e la nascita di questi punti vendita.
La delibera era stata votata lo scorso 4 maggio dal Consiglio comunale e prevedeva lo stop in tutta Venezia a nuove aperture di pizze al taglio, kebab, pasta da asporto, panini, patatine fritte e di tutti i prodotti alimentari da consumarsi sulla pubblica via compresi i venezianissimi frittolini, ma con l’esclusione di bar, gelaterie e panifici. L’esclusione dei bar, grandi fornitori di panini da mangiare al sacco, aveva suscitato lo sdegno della Confartigianato, ma al momento si va avanti così. Inoltre, con un emendamento del M5 Stelle era stato introdotto anche il divieto a nuovi locali con soli distributori automatici.

A.C.M.