Brunetta non ci sta

«Inutile tornare alle urne per la quinta volta»

Alleati con idee opposte. Almeno sulla separazione di Venezia e Mestre. Forza Italia e Lega litigano sull’autonomia. Punto irrinunciabile per il Carroccio, che però il partito di Berlusconi non vede con grande entusiasmo. L’ultimo scontro sulla separazione è costato una frattura dentro la Lega. L’espulsione dell’assessora al Commercio Francesca Da Villa, rea di non aver votato contro il ricorso al Tar per far dichiarare “illegittimo” il referendum, come aveva deciso il suo partito.

Polemiche tra il Carroccio e il sindaco Brugnaro, che governa con l’appoggio del centrodestra. Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia e commissario veneziano del partito, ex ministro ed ex candidato sindaco perdente per due volte, è tra coloro che si sono messi di traverso.

Per tutti parla l’on. Brunetta.

Lei ha chiamato il governatore Zaia per dirgli di rinviare il voto sul referendum?«No comment».

Lei è favorevole al referendum per la separazione?«Ho detto che sono favorevole al referendum sull’autonomia del Veneto promosso da Zaia. E al regionalismo a geometria variabile. Quello è sacrosanto».

E Venezia-Mestre?«Trovo che l’ennesimo referendum su questa materia, mi pare sia il quinto, sia del tutto inutile. Dunque mi pare che non sia legittimo abbinare quel referendum a quello sull’autonomia del Veneto il 22 ottobre».

Sarebbe il quinto ma forse i tempi sono cambiati.«Mi pare stucchevole votare per la quinta volta su uno stesso tema. Superato tra l’altro dopo l’introduzione della Città metropolitana. Ma visto che i referendum sono atti di democrazia e di libertà, lo facciano. Per ragioni di correttezza istituzionale non si deve però votare nella stessa giornata dell’altro».

In molti dicono che si risparmierebbero 900 mila euro.«Che discorsi, se il referendum non si fa non spendiamo niente e che gli autonomisti non si attacchino ai poteri forti, in Regione c’è un partito che governa con il 60%, può fare quello che vuole e anche se, da alleati, abbiamo preso una posizione, è chiaro che se tra poco dovremo andare al governo e governare insieme l’Italia bisogna ragionare. Io con Zaia vado d’accordo. Ho parlato l’altro giorno anche con Salvini. Credo che su questa vicenda si dovrà trovare un punto di incontro magari facendo il referendum in una data diversa».

Ci sono state pressioni sul governatore per far rinviare il voto?«Su questo preferisco non rispondere. Grazie»

Giorgio Gasco