Ca’ Foncello rinnovato

TREVISO. “Questo matrimonio s’ha da fare per il bene dei trevigiani e più in generale dei veneti”. A parlare è Giovanni Manildo, sindaco della città di Treviso, che sabato 17 giugno sarà presente alla posa della prima pietra del Ca’ Foncello rinnovato in una veste di garanzia, quasi da testimone di nozze.
“Il Comune di Treviso in questa vicenda svolge un ruolo di garanzia nel rapporto tra la Regione e l’Ulss da un lato e i soggetti privati dall’altro – dichiara Manildo – Prioritarie per il Comune sono l’attenzione alla tutela dei cittadini, l’attenzione a che lo scambio di promesse sia mantenuto, Faremo i cani da guardia perché la piattaforma di accordi venga rispettata e tutto proceda nei tempi determinati. Non bisogna abbassare l’attenzione dopo la posa della prima pietra che è un punto di partenza e non un punto di arrivo. Questa posa diventi un impegno preso con i trevigiani e non uno spot da campagna elettorale”.
Manildo pensa alla battaglia (vinta) e condotta dall’amministrazione per il mantenimento dei servizi in centro: “Siamo soddisfatti che il progetto, approvato dalla commissione Via, preveda il riammodernamento e la riorganizzazione del Ca’ Foncello e non lo spostamento del distretto e dei servizi di Borgo Cavalli. Spostamento che avrebbe creato disagi ai cittadini e svuotato il centro di funzioni in città. Siamo convinti che la riorganizzazione delle sale operatorie, il rinnovamento delle strutture ospedaliere siano non solo necessarie – sottolinea il sindaco – ma anche doverose per mantenere elevato il livello dei servizi. Ricordiamo sempre però che al centro del nostro sistema sanitario ci sono soprattutto i professionisti e le scelte condivise con il territorio: motivo per cui abbiamo alzato l’attenzione assieme al mondo del sociale su una riforma che centralizza le scelte e desta qualche preoccupazione mettendo in discussione l’integrazione socio-sanitaria”.
Non dimentichiamo poi che la prima forma di tutela della salute e la tutela dell’ambiente. Accolgo positivamente la notizia che proprio dalla commissione Via venga l’indicazione di utilizzare i soldi risparmiati a favore delle misure compensative. E’ quanto da tempo il Comune di Treviso sostiene. Riteniamo infatti fondamentale che ai nostri cittadini, così come a tutti i veneti, vengano garantite una struttura sanitaria d’eccellenza dal punto di vista delle presentazione e dei servizi, ma anche dal punto di vista viabilistico perché sia facilmente raggiungibile da tutti. Il nodo del traffico resta quindi aperto e da affrontare insieme tra tutti gli enti coinvolti: Regione, Ulss e Comune di Treviso”, chiude.

Matteo Venturini