Camponogara. L’assessore Monica De Stefani sulla violenza alle donne

L’assessorato alle pari opportunità di Camponogara in occasione del 25 novembre, giornata internazionale fissata dall’ONU per l’eliminazione della violenza contro le donne ha deciso di illuminare il monumento di piazza Mazzini di rosso; verranno anche posate delle scarpe rosse come simbolo della violenza. Dell’importanza della giornata ne parliamo con l’assessore Monica De Stefani che osserva. “ Ho scelto di parlare di donne e non di violenza, per dare loro dello spazio creando dei momenti di confronto ed incontro. Spesso le donne vittima di violenza (sia che si tratti di violenza fisica che psicologica) non hanno una vita fuori dalle mura domestiche perché il marito, il compagno (=l’uomo che dice di amarle) non glielo permette, spesso non hanno un lavoro per privarle di quella dipendenza economica che permetterebbe loro di scappare, spesso queste donne sono ‘ricattate’ dall’uomo usando i figli. Sono però i figli la grande motivazione (quando i tempi si fanno maturi) per scappare, per chiedere aiuto, per farsi aiutare e per ricominciare da capo, per riconquistare la dignità di donna e quella autostima calpestata dalle violenze che hanno fatto sentire fino ad allora la donna una nullità, perché come una goccia che scalfisce la pietra è stata distrutta giorno dopo giorno l’autostima. La società moderna è una società che ‘si fa gli affari propri’ e spesso anche l’amica non interviene, la vicina di casa si guarda bene dall’intromettersi e la donna vittima di violenza resta sola. Spesso la violenza c’è perché la donna viene vista dall’uomo come un oggetto di sua proprietà e quest’ultima lo rifiuta; spesso l’uomo ha vissuto sulla propria pelle delle relazioni malate che si ripetono. C’è anche da dire che la nostra società è ancora molto chiusa, vede il naturale ruolo della donna all’interno delle mura domestiche (per secoli la parola donna è stata usata come sinonimo della parola moglie); la donna fa ancora molta fatica a raggiungere alcuni ruoli nella società: un esempio molto vicino a me è quello dei ruoli politici, nonostante le donne in politica negli ultimi anni siano aumentati c’è ancora molto da fare. Le famose ‘quote rosa’ in politica tra l’altro sono state imposte per legge e ricordo a questo proposito Franca Donaggio, una nostra concittadina mirese mancata pochi anni fa, che ne fu tra le prime a parlarne. Ricordo anche che le donne votano ‘solamente’ da 70 anni.” Come assessore e come donna, Monica De Stefani, rileva. “La strada per combattere la violenza è ancora molto lunga, perché da una parte la donna è il pilastro della famiglia, e quindi della società, ma è allo stesso tempo ancora un soggetto molto debole e vulnerabile e il processo di cambiamento verso la conquista del rispetto totalitario è ancora molto lungo ma soprattutto è un processo che coinvolge tutti noi, uomini e donne nei nostri ruoli di cittadini, educatori e genitori e di sui dobbiamo considerarci parte attiva”.

Lino Perini