Caorle, nuova proroga per la delibera sulle terme ma i dubbi su infiltrazioni mafiose rimangono

“Al Ministero forniremo tutta la documentazione necessaria e quella che verrà richiesta per far sì che venga fatta luce su una questione per la quale come amministrazione non abbiamo di certo alcun timore”. Così Luciano Striuli, sindaco di Caorle, ha aperto e chiuso in consiglio la parentesi dedicata all’interrogazione presentata da quattro consiglieri del Pd (Naccarato, Mognato, Martella e Moretto) con la quale sono state paventate “possibili infiltrazioni mafiose e di stampo camorristico” nella località balneare, con riferimento soprattutto alla tanto discussa prevista realizzazione del Villaggio delle Terme da parte della Caorle Investimenti Srl. La vicenda, che prende spunto da un’ipotesi progettuale presentata ancora nel 2007 e che è stata oggetto a più riprese di accese discussioni oltre che di relative proroghe di carattere urbanistico (l’ultima è stata decisa dal commissario prefettizio giunto a Caorle dopo la caduta della precedente giunta Striuli), è approdata in consiglio comunale per l’approvazione di una nuova proroga concessa alla società fino al 30 novembre 2017 per dar seguito a quanto previsto dall’accordo di pianificazione a suo tempo stipulato tra il Comune e il soggetto privato. Una delibera, votata solo dai consiglieri di maggioranza, che il sindaco ha definito “diversa dalle precedenti in quanto fa seguito ad uno scambio di comunicazioni con la Caorle Investimenti per addivenire ad una riduzione delle cubature previste e ad una parziale riconversione delle volumetrie con trasformazione in ricettivo-alberghiere”. In sostanza si sarebbe dato modo con ciò, da parte del sindaco, agli impegni assunti in sede di campagna elettorale, anche se da parte delle minoranze si sono ribaditi molto dubbi al riguardo, ritenendo che ci sia invece, di fatto, la volontà da parte del sindaco di “prendere tempo” stante, da un lato la recente interrogazione al Ministero dell’Interno per far luce sulla questione e dall’altro le indagini che non si sono mai chiuse, a quanto pare, rispetto alle “presunte minacce di stampo mafioso” che il sindaco Striuli ancora nel suo precedente mandato aveva dichiarato di aver ricevuto, anche se poi da parte sua al riguardo c’era stata una smentita. Resta il fatto che ciò non è mi stato chiarito del tutto e che comunque fu determinante per far cadere l’allora maggioranza con l’apertura di un’inchiesta della magistratura e, nello stesso tempo, il “congelamento” nei confronti di Caorle da parte di Avviso Pubblico, l’associazione che raggruppa i comuni impegnati nella lotta contro la mafia, della sua appartenenza. Non a caso Marco Favaro, capogruppo della lista Liberi e Trasparenti, ha chiesto che la delibera riguardante la proroga venisse ritirata, “in attesa dei chiarimenti della magistratura, oltre che per evidenti conflitti di incompatibilità sia del sindaco che dell’attuale vicesindaco (Comisso, Pd) che facevano parte della precedente giunta decaduta”. Striuli, da parte sua, ha sottolineato di “non essere sotto minaccia da alcuno e che è importante lasciare che la magistratura faccia il suo corso, mentre noi dobbiamo pensare ad amministrare il comune”. Per Carlo Miollo, candidato sindaco con la sua omonima lista civica (sostenuta dal centrodestra e da parte del centrosinistra), ha invece evidenziato il fatto “siamo di fronte ad una proposta progettuale che risale a 10 anni fa e che, oggi, probabilmente, non è più in linea con i tempi stante la crisi in cui si è trovata la nostra economia, soprattutto sotto l’aspetto immobiliare”. Argomentazioni che Striuli non ha ritenuto sufficienti per stralciare la votazione (“anche perchè – ha dichiarato – potremmo incorrere in ingenti richieste di danni da parte della società proponente”, tesi questa contestata dalla consigliera della Lega Nord Rosanna Conte che, al riguardo, ha invano chiesto che ci sia un autorevole parere legale)sulla delibera che, a detta del sindaco, andrebbe a favore del Comune dato che, ad oggi, non vi è stata parte dell’ente alcuna variante concernente tale proposta. Messa così sembrerebbe che tutto sia stato chiarito, stante anche la manifesta volontà della Caorle Investimenti di ridurre i quasi 300 mila cubi previsti dell’intervento, ma è chiaro che sullo sfondo i dubbi, sia tra le forze politiche di opposizione che tra la stessa comunità caorlese, rimangono, anche perchè la sensazione è che vi sarebbero degli “obblighi” presi in campagna elettorale da parte del sindaco nei confronti della società, ” obblighi – dicono dal fronte delle minoranze – che ora, al di là di tutto, il sindaco deve necessariamente portare a termine, costi quel che costi”. Nel frattempo l’attesa è per quanto risponderà il Ministero dell’Interno sulle “presunte infiltrazioni camorristiche”, peraltro ben evidenziate in questi ultimi giorni anche dalla stampa locale con riferimenti ad altre indagini, collegate. più o meno direttamente, a personaggi coinvolti in altre indagini su vicende di camorra e che in qualche modo sono legati ora a tale investimento della portata economica di almeno 200 milioni di euro e che, a detta di molti, “farebbe gola” proprio a personaggi quanto meno discutibili e discussi.

di Lucio Leonardelli