Carta d’indentità ai profughi, il Consiglio Comunale di Caorle respinge la mozione della Lega Nord

Anche a Caorle è stata affrontata la questione riguardante il rilascio della carta d’identità ai profughi dopo essere stata oggetto di discussione in diversi comuni, soprattutto del Veneto e della Lombardia, a seguito di una esplicita una presa di posizione da parte del Sindaco di Oderzo Maria Scardellato che s’era rifiutata di concederla per essere però poi smentita dal Prefetto di Treviso.

A portare l’argomento in consiglio comunale nella località turistica è stata la dinamica e battagliera Rosanna Conte, consigliere comunale della Lega Nord, la quale in merito ha presentato una specifica mozione nella quale si invitavano il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, nelle more di disposizioni ufficiali e chiarificatrici da parte dei competenti enti, “a rigettare le domande per l’iscrizione all’anagrafe presentate da soggetti muniti del solo permesso di soggiorno per richiedenti asilo ovvero di documenti che non comprovino la sussistenza del requisito “soggettivo” di identificazione”.

La mozione è stata dibattuta alcune sere fa in ambito consiliare per essere poi respinta con gli 11 voti contrari della maggioranza e del consigliere di minoranza Marco Favaro ed i 4 voti favorevoli dei consiglieri del gruppo Miollo Sindaco e del consigliere Vittorio Emanuele Dalla Bella. Secondo quanto affermato nella discussione dal Sindaco Luciano Striuli, “dato che sulla base del dettato normativo vigente l’Amministrazione Comunale deve, nel caso di specie, provvedere al rilascio, violando, in caso contrario, la legge, con l’eventuale approvazione della mozione verrebbero a configurarsi responsabilità penali per i dirigenti e funzionari che la devono rendere operativa. Di conseguenza la richiesta contenuta – ha sottolineato il primo cittadino – andrebbe rivolta al Governo Italiano, al Ministro competente, e non al Comune di Caorle.”.

A detta del Sindaco la mozione risultava peraltro irricevibile per estraneità della materia dalla competenza del Consiglio Comunale ” non fornendo un indirizzo politico-amministrativo, come richiesto dal regolamento del Consiglio Comunale, essendo invece finalizzata alla modifica delle prescrizioni operative da applicare nell’esercizio di attività esclusivamente tecnico-burocratiche.”. Striuli ha poi aggiunto che “nel Comune di Caorle non sono emerse particolari criticità, perché il nostro Comune non ospita hub per l’accoglienza dei migranti nè migranti in attesa di ottenere lo status di rifugiato e che quindi hanno richiesto l’iscrizione all’anagrafe comunale. In molti anni non abbiamo mai avuto una sola richiesta.”

Delusione è stata espressa da parte dell’esponente della Lega Nord rispetto all’esito del voto “in quanto – ha commentato – ritengo che da parte della maggioranza del consiglio, ma soprattutto dal Sindaco, non si sia compreso il senso del documento che ho presentato, dato che voleva essere unicamente un contributo per affrontare in termini amministrativi quella che è pur sempre, al di là che Caorle forse oggi non ha ancora questo tipo di problema, una questione ancora alquanto controversa”.
“Lo stesso presidente della regione Luca Zaia, del resto, ha fatto presente di recente al Ministro dell’Interno Minniti – ha aggiunto Rosanna Conte – che rispetto al tema dell’immigrazione una presa di posizione tesa a chiarire la questione dei documenti sarebbe un bel segnale, perché si tratta di un documento fondamentale che non può essere rilasciato con leggerezza a tutti, ma solo a chi ha ricevuto lo status di rifugiato. Per tutti gli altri basta un pezzo di carta del Comune, che abbia anche bene in vista la scadenza.

D’altro canto, al momento siamo in un limbo nel quale persone delle quali non sappiamo nulla chiedono un riconoscimento e allora completiamo questa analisi e capiamo se hanno titolo.

I profughi veri, e mi preme sottolinearlo, hanno le porte aperte, ma quelli che sono scappati dalla morte e dalla fame, non certo quelli che arrivano con lo smartphone in perfetta forma fisica e vengono nel nostro Paese in condizioni completamente diverse.”

Che fare dunque ? ” Bisogna assolutamente – dice la Conte – regolamentare il rilascio di un documento così rilevante come lo è la Carta d’identità a persone che non sono profughi ma solo richiedenti asilo, tenendo conto che solo tra un anno, un anno e mezzo, avremo una risposta se sono profughi oppure no e la statistica ci dice che due su tre, tra un anno, non saranno profughi e allora la domanda che sorge è: per quale motivo dobbiamo dare una carta d’identità in mano a una persona che comunque si rischia che non sia un profugo ?

L’eventuale accoglimento della mia mozione – aggiunge – non avrebbe significato esprimere giudizi sulla questione immigrazione ma solo mettere le condizioni, in questo caso il Sindaco di Caorle ma più in generale i Sindaci, ad avere quelle certezze assolutamente necessarie e indispensabili nel loro operare, anche e soprattutto per rispetto nei confronti degli obblighi cui oggi ogni cittadino italiano deve far fronte – e dimostrare – per ottenere il rilascio della Carta d’identità.”

Lucio Leonardelli