Casartigiani Padova e Polesine con il Pastificio Bolognese

Casartigiani Padova e Polesine, attraverso la voce del Direttore Generale Maurizio Ebano, lancia un appello per salvare il Pastificio Bolognese di Due Carrare. «Mentre c’è qualcuno che pensa che si risolve il problema del Lavoro a Due Carrare, l’Associazione Artigianato Padovano solleva un nuovo problema occupazionale di lavoro, partendo dal tutelare i lavoratori del Pastificio Bolognese. L’ennesima crisi finanziaria di un’azienda importante per il nostro territorio rischia di portare alla perdita di posti di lavoro. Parlo di un’azienda che ha una sede anche a Due Carrare (Padova) e una a Bologna».

In gioco ci sono 50 posti di lavoro nel capoluogo emiliano e altri 20 nel padovano. Come associazione di categoria chiediamo alla Regione Veneto (visto che il Governo Renzi ha fatto chiudere le Province) ed al Ministero dello Sviluppo economico di interessarsi della questione aprendo, al più presto, un tavolo istituzionale per trovare delle soluzioni   A causa di difficoltà finanziarie, infatti, questi lavoratori non ricevono lo stipendio da un mese e mezzo  e sono a casa in ferie ‘forzate’, perché i fornitori non forniscono più le materie prime e, di fatto, la produzione è bloccata.

«Da fonti di stampa emiliana – continua Ebano – apprendiamo  che ci sono trattative con alcuni imprenditori per la cessione dell’azienda, anche se una prima offerta è già stata rifiutata. Stiamo parlando di una realtà produttiva importante che è sul mercato da più di 30 anni. Il nostro auspicio è che si trovi una via d’uscita e al Governo chiediamo anche di adoperarsi per l’attivazione degli ammortizzatori sociali e di concedere un anno di cassa integrazione straordinaria che, in questo caso – visto che i lavoratori sono senza stipendio – sarebbe di vitale importanza, in attesa di trovare una soluzione definitiva alla vicenda. Voglio anche lanciare un appello agli imprenditori nostrani, e intendo di tutto il Veneto, affinchè, se interessati, facciano una proposta per salvare questa realtà che non è certo in fallimento ma, anzi, ha ordini ancora per molto tempo. Non si tratta solo di solidarietà ma anche di un potenziale enorme investimento».

Giuliana Lucca