Casinò: «Rischio default»

Dopo tutta la baraonda che ha preceduto e seguito il contratto unilaterale imposto dal Comune al Casinò, ora si sta tornando indietro come i gamberi. Lo sostengono due sigle sindacali, la Uilcom e il neonato SiAm che vuole rappresentare gli amministrativi. Lo hanno scritto in un comunicato e anche in una lettera rivolta al sindaco Luigi Brugnaro con la quale il SiAm gli chiede di intervenire in prima persona sulla trattativa condotta, per il Comune, dall’assessore al Bilancio Michele Zuin perché «cogliamo con preoccupazione il riproporsi di posizioni tutelanti di casta di alcune sigle sindacali, che hanno come obiettivo la spartizione iniqua del monte premiante (delle economie in discussione)».

In vista del prossimo incontro previsto per domani tra le parti, le due sigle dunque mettono le mani avanti e dicono che non gli va bene il fatto che il Comune e l’Azienda abbiano scelto di trattare sulla base della piattaforma presentata dalla maggioranza delle rappresentanze, ossia da Cgil, Cisl, Snalc, Rlc e Ugl, «che comporta un costo superiore rispetto al Contratto precedente».
Purtroppo, dicono Uilcom e SiAm, «non è ancora passato il concetto che si sta tentando di costruire un contratto per il futuro, ma si preferisce avere un occhio di riguardo per il passato, tanto è vero che nella proposta in discussione viene mantenuta una differenziazione tra assunti prima del 1999 e post 1999, non si capisce come verrà suddiviso il monte premiante tra le diverse figure professionali, non si è ancora parlato della parte normativa e, soprattutto, non si è ancora parlato della decadenza delle cause intentate dai Sindacati in caso di accordo».

Le cause sono tre (per richiedere mance arretrate e far annullare il nuovo Contratto) e, se le vincessero i lavoratori, costituirebbero un costo di 25 milioni di euro per l’Azienda, cosa che ha fatto dire al sindaco Brugnaro che si rischierebbe la chiusura di Ca’ Vendramin o addirittura il fallimento.

«Il suo intervento è necessario per giungere ad un accordo che tenga conto delle professionalità interne, che non faccia distinzione tra i lavoratori sulla base di vecchie logiche, evitando così il ritorno alle condizioni precedenti – scrive il SiAm al sindaco -. E comunque un’eventuale ipotesi d’accordo dovrà essere sottoposta a referendum come prevedono le regole sulla rappresentanza, tanto invocata ma non praticata da parte di alcuni».

G.N.P.