Caso DJ Fabo. Richiesto il registro del testamento biologico

La vicenda del dj Fabo che ha colpito l’opinione pubblica su un problema quale la morte assistita, è stata preceduta a Dolo da un’iniziativa di sel che aveva raccolto firme fra i cittadini per il registro del testamento biologico. Il portavoce del movimento, Andrea de Lorenzi, così ha commentato gli ultimi avvenimenti. “L’ultimo lunedì di vita di Fabiano Antoniani ha per una nefasta coincidenza chiuso un bel weekend di solidarietà tra la cittadinanza dolese. Da qualche mese Sinistra Italiana si è fatta promotrice della necessità di avere nel nostro comune un registro in cui poter depositare la DAT (dichiarazione anticipata di trattamento) in attesa che il Parlamento approvi una legge chiara e finalmente i casi come quelli di Vittorio Bisso e ultimo quello di Fabo non si verifichino più. In queste tre giornate il segnale è stato chiaro: hanno firmato persone di ogni età, di diverso credo politico, e il fatto che tanti abbiano voluto far sapere di essere credenti ma che il registro serva, dimostra come il tema interessi a tutti.
Un aspetto che è stato oggetto di discussione con molti che si sono fermati al nostro tavolo e che nei media è stato poco trattato è il fatto che le persone, ultimo Fabo, cercano fino alla fine una cura perché tutti hanno voglia di vivere. Troppe volte ci si dimentica o ci ‘si ricorda di dimenticare’ del fatto che chi compie il viaggio oltre confine fino alla fine ha lotta per tornare ad una esistenza che al momento medicina e scienza non permette di essere vissuta in modo completo. La confusione sta proprio nel fatto che la sospensione delle cure è l’estrema ratio, presa dopo che la professionalità del medico appura che ormai ogni tentativo di guarire o di cura non porterebbe a nessun risultato concreto, e non è una decisione che si prende con semplicità.
Ci sono altri aspetti fondamentali del testamento biologico che abbiamo ricordato in piazza e che ribadiamo qui : la DAT va espressa nel pieno possesso delle proprie capacità mentali e modificabile e revocabile in qualsiasi momento.
Con questo vogliamo ribadire il nostro rispetto a chi decidesse di non volersene avvalere, nessuno sarebbe obbligato, noi non consideriamo eroe o martire e tanto meno degli sprovveduti nessuno: siamo convinti che il poter decidere sulla propria vita e sulla propria dignità arrivati al punto in cui un letto, un respiratore non è più vita sia l’espressione massima della libertà”.

Lino Perini