Centrodestra ancora al palo in Fvg per la scelta del candidato

Per le prossime regionali con molti "cavalli" in corsa

Centrodestra se ci sei batti un colpo. In Fvg, a pochi mesi dalla scadenza elettorale per il rinnovo del consiglio regionale, nulla è ancora stato deciso per quanto riguarda la figura del leader all’interno della coalizione che, stando ai sondaggi attuali, sarebbe largamente in vantaggio rispetto sia al Movimento 5 Stelle che, soprattutto, al centrosinistra. La candidatura del capogruppo di Forza Italia Riccardo Riccardi sembrava essere fino a poco tempo fa alquanto blindata e pareva che ci fosse attorno al suo nome una sorta di convergenza, soprattutto da parte della Lega, ma tutto è mutato dopo le elezioni in Sicilia allorchè, a seguito della vittoria del centrodestra, Matteo Salvini si è ringalluzzito al punto da riproporre con forza il nome di Massimiliano Fedriga, segretario regionale e capogruppo alla Camera dei padani, così da scompaginare i giochi che, pur non essendo realmente chiusi del tutto, pareva fossero sostanzialmente definiti.

E’ anche vero che lo stesso leader leghista ha poi precisato che “l’importante è scegliere le donne e gli uomini migliori per mandare a casa i governi di sinistra disastrosi come in Friuli Venezia Giulia dove Debora Serracchiani scappa per rifugiarsi a Roma”. Un Salvini comunque deciso a mettere sul piatto tutte le carte tant’è che ha poi aggiunto che “la Lega è pronta per le regioni dove si andrà a votare concordando con gli alleati le candidature migliori, regione per regione, città per città, e noi non intendiamo far valere ai tavoli il fatto che stando ai sondaggi la Lega è la prima forza politica del centrodestra “. Precisando peraltro che “se ci sono personalità migliori che arrivano anche da fuori della politica, anche senza tessera in tasca, siamo prontissimi a sostenerle, ma non siamo alla tombola o al gioco del lotto nè al risiko delle spartizioni politiche”.

Messa così, sembrerebbe un Salvini ben disposto a non fare un braccio di ferro, ma è indubbio che la partita è quanto mai aperta e che verrà chiusa in altre sedi, non certo in Friuli Venezia Giulia dove c’è la forte preoccupazione che possa ripetersi quanto avvenne nel 2003 quando a Roma venne decisa la candidatura dell’allora leghista Alessandra Guerra a discapito di Renzo Tondo, con la conseguente spaccatura della coalizione e il via libera alla vittoria di Riccardo Illy. In questo scenario si inseriscono peraltro anche le dichiarazioni di Giorgia Meloni che da Trieste, al secondo congresso nazionale di Fratelli d’Italia, ha lanciato la sua candidatura a premier del centrodestra “per essere – ha detto- la terza via tra il moderatismo di Forza Italia e la Lega di Salvini».

Davanti a quattromila delegati l’ex ministro del governo Berlusconi ha lanciato la sfida dei «patrioti» contro i «traditori» facendo il punto in vista della campagna elettorale e dettando agli alleati le sue condizioni. «Noi chiediamo», ha affermato dal palco, «concretezza, coerenza e onestà». Concretezza vuol dire un programma chiaro, all’insegna del «prima gli italiani». Un programma che sia caratterizzato da un «importante piano per la natalità». Coerenza significa il famoso patto anti-inciucio, per evitare, dopo il voto, possibili intese col Pd ma anche coi Cinque Stelle. E infine l’ onestà, la battaglia sulle liste pulite, che si traduce nella richiesta di una «selezione seria sulle liste elettorali», fatta attraverso un comitato che passi al vaglio tutte le candidature.

E a proposito del Friuli Venezia Giulia ha rilanciato le candidature di Luca Ciriani, già assessore regionale con Renzo Tondo e attuale consigliere regionale (che sembra però essere più interessato ad un posto in Parlamento), e di Fabio Scocimarro, segretario regionale di Fratelli d’Italia, “in quanto – ha sottolineato -entrambi hanno la caratura e l’esperienza necessarie per poter guidare la regione che, comunque, deve tornare in mano al centrodestra dopo la disastrosa gestione di Debora Serracchiani”.

In aggiunta vi sono poi sempre Renzo Tondo, che proprio in questi giorni ha rinsaldato l’alleanza con il suo ex braccio destro Alessandro Colautti (ora con Ap ma ben deciso a rimanere nel centrodestra, ancor più ora che il leader nazionale Angelino Alfano ha deciso di farsi da parte) rinforzando quindi Autonomia Responsabile per un’eventuale riproposizione dell’ex presidente (anche se pare che Tondo sia più interessato a tornarsene in qualche modo a Roma cercando di strappare un seggio sicuro con i Conservatori Riformisti), nonchè il dinamico Sergio Bini che con il suo Progetto Fvg ha già viaggiato in lungo e in largo per la regione e sembra essere più che mai deciso a mantenere ferma la sua decisione, più volte annunciata, di strappare quanto meno la possibilità delle primarie di coalizione, peraltro poco gradite a Riccardi e ai suoi di Forza Italia.

Un quadro, quindi, più che mai complicato nel centrodestra, anche se sul versante opposto, nonostante il Pd abbia già scelto quale candidato Sergio Bolzonello, la situazione non è che sia diversa, soprattutto dopo la recente costituzione di Liberi e Uguali che anche in Fvg pare possa trovare spazio, coalizzando le forze di sinistra che già hanno mal digerito la figura dell’attuale vicepresidente della regione e che sembrano essere più che mai decise a correre, “per garantire – ha precisato il senatore Mdp Lodovico Sonego – una discontinuità nei programmi e negli uomini”. Intanto entro questo mese dovrebbe essere definito attraverso le “regionarie” il nominativo dei 5 stelle che però sembrano essere ancora in alto mare dopo che Elena Bianchi,la capogruppo in regione, avrebbe manifestato l’intenzione di candidarsi alle politiche, per cui ad oggi nominativi certi sembrano non esserci, ma si attende il via libera da parte di Casaleggio per le decisioni finali.

Lucio Leonardelli