Il centrodestra in Fvg cerca la compattezza

Incertezza sul nome per le prossime regionali con il forzista Riccardi sempre in prima fila

Il cerchio si sta finalmente chiudendo, almeno così pare, nel centrodestra in vista delle prossime regionali che, pur non essendo stata ancora ufficializzata come data dalla giunta, si terranno il 29 aprile.

Lo sblocco delle candidature per le politiche infatti, con l’assegnazione di un collegio per il Senato a Luca Ciriani di Fdi e per la Camera a Renzo Tondo (che potrebbe vedersela nel collegio di Trieste con Debora Serracchiani, anche se la presidente uscente della regione avere comunque il “paracadute” del proporzionale), dovrebbe aver consentito il via libera per il capogruppo di Forza Italia Riccardo Riccardi, nonostante in questi ultimi giorni, come ampiamente riportato dalla stampa regionale, ci sia stata una sorta di veto nei suoi confronti da parte del segretario della Lega Massimiliano Fedriga che avrebbe manifestato la richiesta di un nome alternativo.

Una presa di posizione che, a dire il vero, è apparsa alquanto strana, se non altro perchè pareva che tra Riccardi e Fedriga ci fosse stato una specie di “patto di non belligeranza”, ma evidentemente sono intervenuti dei fattori esterni tali da indurre il capogruppo leghista alla Camera a tentare, in qualche modo, di sbarrare la strada all’ex assessore della giunta di Renzo Tondo.

E proprio quest’ultimo, che era stato chiamato in causa come possibile nome alternativo unitamente a quello del Sindaco di Cividale Stefano Balloch (che è dato in corsa invece per un seggio parlamentare), ha espresso la sua disapprovazione al riguardo, auspicando che si trovino invece le condizioni all’interno del centrodestra per una unità di intenti quanto prima, sia sotto l’aspetto programmatico che, soprattutto, per quanto riguarda il nome da indicare per la presidenza della regione.

Fedriga, dal canto suo, ancorchè impegnato nella stesura delle liste per il 4 marzo, nelle quali lui sarà certamente presente al punto da defilarsi (forse) per il dopo Serracchiani, si sarebbe espresso ulteriormente in modo contrario a Riccardi (a dire il vero non ci sarebbero dichiarazioni ufficiali in questo senso se non indicazioni di possibili scenari diversi) mentre l’esponente forzista fino a questo momento non ha manifestato alcun commento in merito, forte comunque della compattezza di Forza Italia nei suoi riguardi che, attraverso la coordinatrice regionale Sandra Savino, ha ribadito ulteriormente in modo chiaro che “non c’è l’intenzione di fare alcun passo indietro rispetto ad una candidatura che ha un alto gradimento in regione”.

Potrebbero essere schermaglie legate all’incastro delle tessere in relazione alle politiche o il tentativo di qualche personaggio di cercare di condizionare le scelte, ma tant’è che si dovranno attendere ancora alcuni giorni prima di una soluzione definitiva, tenendo conto che la stessa Savino ha dichiarato che “tutto sarà deciso contemporaneamente alle scelte per l’appuntamento del 4 marzo”.

Sarà proprio così ? Difficile a dirsi per il momento, anche perchè sul versante del centrodestra c’è sempre l’imprenditore Sergio Bini a fare da possibile “terzo incomodo” con il suo Progetto Fvg, ma certo è che queste incertezze non fanno altro che il gioco del centrosinistra, quanto meno del Pd che da tempo ha trovato in Sergio Bolzonello il suo candidato, oggi più che mai certo dato che l’ombra di Riccardo Illy sembra essere ormai sfumata in quanto l’ex presidente della regione, che ha un filo diretto con Matteo Renzi, dovrebbe essere candidato per il Parlamento in una posizione ritenuta sicura, evitando quindi inutili scontri legati alle regionali.

Lucio Leonardelli