Ciambetti: “Se il referendum Veneto costa il 23% di un torneo di golf a Roma”

Riportiamo le dichiarazioni di Roberto Ciambetti (Lega Nord): “L’Emilia Romagna ha proposto al governo di avviare la trattativa per ottenere maggiore autonomia come prevede l’art.116 della Costituzione. Nessuno ha elementi per dire che la scelta della Giunta Bonaccini a Bologna sia stata un effetto collaterale del percorso referendario veneto e lombardo del prossimo ottobre, né si può dire che essa sia stata ispirata dal governo nazionale e dai vertici del Pd per dimostrare che la strada lombardo-veneta poteva avere diversa soluzione.  

Di certo, invece,  registriamo le prese di posizione di esponenti del Pd in Veneto che, partendo dal caso emiliano, ribadiscono che il Veneto poteva trattare con il governo senza  ‘sprecare’i soldi previsti per la consultazione referendaria.  E’ altrettanto certo che dal 2001, da quando è stato modificato l’art.116 della Costituzione, nessuna Regione a statuto ordinario è riuscita ad ottenere una delle 22 autonomie previste. Diversamente dall’Emilia Romagna, che non aveva mai avanzato alcuna richiesta in materia, sia Veneto che Lombardia avevano cercato di percorrere la strada del dialogo con Roma trovando sempre la porta sbarrata. Porta sbarrata o silenzi inquietanti, come quando chiedemmo la collaborazione delle Prefetture per lo svolgimento regolare del Referendum senza avere alcuna risposta dal governo. 

Altra critica ricorrente è quella relativa al costo della consultazione. Le prese di posizione di esponenti del Pd veneto in questo senso non mancano. Si potrebbe rispondere che se il governo a trazione Pd  avesse concesso l’election day e se le prefetture collaborassero la spesa sarebbe stata ben limitata ed estremamente contenuta: insomma ci si incolpa di uno sperpero di risorse pubbliche che in realtà è stato generato proprio dai nostri accusatori.
Ma l’assurdità, e ipocrisia governativa, di questo scenario trova una singolare controprova in un torneo di golf. Mi riferisco alla  Ryder Cup a Roma, per la quale il governo a trazione Pd aveva  già stanziato 60 milioni di € a cui sono state aggiunte nello scorso aprile 97 milioni di fidejussioni: si tratta di una prestigiosa gara, forse il più importante torno golfistico al mondo,  e di un insieme di iniziative di promozione del golf che, secondo gli organizzatori, avranno un riflesso e importanti ricadute nell’economia turistico-sportiva per il prossimo decennio.  Nulla contro il golf, anzi, spero che Ryder Cup possa avere il successo sperato e generare ricchezza  anche in Veneto dove il fenomeno golfistico sta crescendo. Ma se faccio le proporzioni tra l’investimento di 60 milioni di € già stanziati più 97 milioni di € in fidejussioni e le speranze di ricaduta nel Paese grazie al golf, i 14 milioni spesi dal Veneto per svolgere il Referendum con tanto di certificato della Corte Costituzionale, son ben poca cosa.  Forse che un torneo di golf vale per il governo italiano e suoi caudatari veneti ben più che l’autonomia veneta?  La spesa del referendum veneto è circa il 23 per cento dei 60 milioni già stanziati, al netto dei 97 milioni di fidejussioni,  per la Ryder Cup. I soldi per il golf sono un investimento mentre quelli per il Referendum sono uno spreco?

In realtà ogni percorso per l’autonomia non è uno spreco, né è una truffa: che si tratti della via emiliana o della strada veneta e lombarda, l’autonomia è la risposta alla crisi delle Istituzioni che non sono state capaci di rinnovarsi davanti alla sfida del nuovo mondo uscito dopo la lunga parentesi della Guerra Fredda ed esploso con la rivoluzione tecnologica e la globalizzazione.  Piaccia o no ai agli amici del Pd o ai loro colleghi del partito dell’astensione, nell’uno, come nell’altro caso,   nuovi caddie  della vecchia classe dirigente che non sa governare il presente ma che  oggi impazza per il golf. Oh yes.

Giorgio Gasco