Il “ciclone” Riccardo Illy scompagina le carte per Bolzonello

Mentre per il centrodestra l'ipotesi Riccardi sembra vicina

E’ stata confermata dalla Corte dei Conti, con il rigetto dell’appello presentato dalla procura regionale del Friuli Venezia Giulia, l’assoluzione dell’ex presidente Riccardo Illy e della Giunta da lui presieduta nella causa legata alla cessione dell’ex caserma della Guardia di Finanza di Tarvisio (Udine). La Procura regionale in primo grado aveva citato in giudizio l’esecutivo, stimando un presunto danno erariale in 194 mila euro, reputando il prezzo di vendita della caserma eccessivamente basso.

Si tratta di ciò che attendeva lo stesso Illy prima di poter eventualmente aderire alle richieste provenienti da fette del centrosinistra per una sua candidatura alle prossime regionali e che rischia di creare uno scossone mettendo in crisi quanto definito dal Pd relativamente a Sergio Bolzonello.

L’industriale del caffè, già presidente della regione dal 2003 al 2008, avrebbe manifestato la sua disponibilità condizionandola però ad una intesa di tutta la coalizione, “anche se – ha dichiarato – al momento non c’è alcuna ipotesi concreta che mi riguardi”. Bolzonello comunque sta sul chi va là e non si tira indietro ad una ipotesi delle primarie che lui stesso, a dire il vero, vorrebbe qualora Illy intendesse candidarsi, ma l’ex presidente ha già ribadito che comunque non sarebbe disponibile per questa eventualità.

Possibili colpi di scena dunque nel centrosinistra, mentre nel centrodestra la situazione continua ad essere in stallo nel centrodestra dove la partita è sempre aperta tra Forza Italia e Lega, soprattutto dopo la decisione di Roberto Maroni di non ricandidarsi in Lombardia, anche se il via libera alla candidatura del leghista Attilio Fontana dovrebbe comportare di conseguenza quello per il forzista Riccardo Riccardi in Fvg.

In attesa, comunque, che si chiariscano i vari scenari riguardanti sia le elezioni politiche che quelle regionali in Fvg (peraltro la giunta dovrebbe a breve definire la data ufficiale per il voto che, salvo sorprese, dovrebbe essere quella del 29 aprile) in Fvg è scoppiata la polemica in relazione al manuale sulle regole di bon ton istituzionale che Debora Serracchiani, presidente uscente del Friuli Venezia Giulia, ha inviato ai sindaci della Regione.

Un manuale che ha fatto e sta facendo molto discutere suscitando la protesta di diversi primi cittadini, a prescindere dagli schieramenti, che hanno ritenuto decisamente esagerato se non fuori luogo tale iniziativa. Tra i consigli che hanno fatto più scalpore, quelli sulla cura del corpo (“Usare il sapone è buona norma”) sull’abbigliamento e sul comportamento a tavola (“Non si parla a bocca piena”).

Con accurati suggerimenti riguardanti entrambi i sessi. «Se siete un sindaco donna, l’invito è: misurate la gonna. Deve arrivare al ginocchio, non più su. E sandali vietati anche se d’estate. Optate per il pastello riservando il tailleur nero alle cerimonie. Non esagerate con i gioielli, e siate parche con il profumo. Se siete un sindaco uomo, l’invito alla sobrietà riguarda le cravatte, e ricordate: cravatta e pochette non devono mai avere la stessa fantasia. E mi raccomando: niente calzini corti».

«Sottostimare la forma è spesso sinonimo di involontarie gaffes o incomprensioni a livello di istituzioni per cui conoscere il linguaggio del Cerimoniale risulta utile per organizzare cerimonie o incontri” si sottolinea nella lettera accompagnatoria al vademecum che è stato inviato: una guida sulle procedure da seguire durante gli incontri di carattere formale, come incontri diplomatici e il ricevimento dei capi di Stato esteri e non intende regolamentare lo stile di vita al di fuori di quelle situazioni.

“Non è altro che un manualetto con le principali regole del cerimoniale di Stato che si è deciso di far pervenire a tutti i Comuni della regione – ha scritto nella sua pagina fb Debora Serracchiani al fine di spiegare le motivazioni dell’iniziativa dopo le molteplici proteste – ed è opera di uno specialista, e di certo non l’ho scritto io né alcuno della Regione vi ha messo mano,in cui si illustrano le procedure da seguire durante gli incontri di carattere formale.

Un aiuto per i Sindaci, in particolare dei Comuni più piccoli, che in questi anni – spiega la presidente – si sono rivolti al Cerimoniale della Regione per chiedere un consiglio. Certi passi un po’ “puntigliosi” contenuti in alcune delle 75 pagine di questo libro, hanno dato spunto a qualche amministratore in cerca di visibilità, e così è partita l’ennesima polemica politica, priva di senso “.

Una polemica, tra serio e faceto, in merito alla quale, com’è suo solito fare, l’ex vicepresidente della regione Gianfranco Moretton, da sempre “non tenere” nei confronti dell’operato di Debora Serracchiani, ha preso posizione con un suo arguto e ironico intervento sottolineando che ” ci sono libri zeppi di idiozie e non per questo si può giustificare il loro invio istituzionale”.

“Chi ha un po’ di esperienza di amministratore o di cerimoniale lo sa bene – ha aggiunto – le regole del cerimoniale si sono evolute: parlare di gradi e di ossequi come atteggiamenti utili ai rapporti istituzionali è giusto, ma farne regole assolute è anacronistico e soprattutto fuori dalla realtà.
I tempi sono lontani millenni da quelle forme di barocchismo dove si pretenderebbe di insegnare a lavarsi o fare l’inchino ed il baciamano ma solo se si tratta di gente di un grado superiore. Consiglieremmo pertanto alla Presidente, se proprio non ha altri problemi cui pensare, di aggiornarsi e di aggiornare le letture sue e dei suoi uomini di fiducia.”

Lucio Leonardelli