Commemorata in Aula dal Consiglio regionale la figura di Mario Toros

In occasione della seduta di ieri del Consiglio regionale, convocata per la discussione sulla relazione programmatica del Presidente Massimiliano Fedriga, il Vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini (che ha presieduto l’Aula causa l’assenza forzata per problemi di salute del Presidente Ettore Romoli)per ha aperto la seduta d’Aula commemorando la figura del senatore Mario Toros, spentosi pochi giorni fa a Udine, all’età di 95 anni, i cui funerali si sono celebrati mercoledì.

“Il senatore Toros per il Friuli Venezia Giulia rappresenta – ha detto Mazzolini – una delle personalità che hanno caratterizzato, dal secondo dopoguerra, la storia politica e istituzionale della nostra regione”, ha esordito il vicepresidente.

“Nato in una famiglia di origini contadine di Feletto Umberto, frequentò le scuole professionali e si formò come autodidatta frequentando l’Azione cattolica e le ACLI. Entrò giovanissimo nel mondo del lavoro, maturando per diversi anni alle Fonderie Bertoli di Udine una esperienza operaia che non dimenticò mai e che anzi fu fondamentale in scelte successive.

“Fu tra i protagonisti, nel 1950, della fondazione della CISL dopo la scelta della Democrazia Cristiana e delle ACLI di puntare a un’organizzazione sindacale autonoma. Pochi anni prima aveva partecipato, nelle file della Brigata Osoppo-Friuli, alla lotta di liberazione stringendo legami e vivendo esperienze che segnarono il suo impegno politico e sindacale nei decenni seguenti.

“Venne eletto consigliere comunale prima a Tavagnacco e poi a Manzano, fu in seguito assessore della Provincia di Udine per poi essere eletto dal 1958, per tre legislature, alla Camera dei Deputati. E’ del 1972 la sua elezione al Senato della Repubblica dove concluse la sua attività con sette legislature parlamentari consecutive.

“Nel corso della sua lunga esperienza romana fu nominato sottosegretario al Lavoro con tre diversi presidenti del Consiglio e più volte ministro della Repubblica, prima alle Regioni e poi al Lavoro e alla Previdenza Sociale.

“Mario Toros è stato uno degli artefici della legislazione della ricostruzione del Friuli devastato dal sisma del 1976. Assieme al presidente della Regione Antonio Comelli e ai rappresentanti di tutte le forze politiche fu convinto sostenitore della delega ai sindaci dei Comuni colpiti, responsabilizzando le popolazioni nel processo della ripresa e dello sviluppo, anticipando nei fatti un’impostazione autonomistica che divenne patrimonio comune diversi anni dopo.

“In questo contesto va sottolineato il suo impegno, assieme agli onorevoli Arnaldo Baracetti e Loris Fortuna, per l’istituzione dell’Università di Udine, riuscendo a coinvolgere nel sostegno alle leggi della ricostruzione una larga e trasversale maggioranza di parlamentari.

“Con fermezza si spese molto, assieme ai politici della sua generazione, per difendere l’autonomia e la specialità della Regione, convinto assertore del doveroso esercizio della responsabilità nelle istituzioni e della valorizzazione dell’identità e dei valori autentici della sua terra.

“Seppe coerentemente portare avanti con naturale semplicità e umiltà la sua lunga attività di parlamentare, dentro e fuori dalla politica, mantenendo sempre un atteggiamento di grande disponibilità accompagnato da un modo di porsi umile nelle relazioni interpersonali.

“Il senatore Toros ha sempre vissuto il suo impegno con dedizione e rigore, con la semplicità di chi frequentava persone e amici nella loro dimensione quotidiana avendo ben chiare le sue origini.

“Ritiratosi dalla politica attiva si dedicò per oltre 20 anni all’Ente Friuli nel Mondo contribuendo a rafforzare i legami con le Comunità degli emigranti friulani che, durante la sua presidenza, si sentivano idealmente nel cuore e nei sentimenti della Piccola Patria. In questo ruolo divenne anche presidente nazionale dell’Unione delle Associazioni di immigranti ed emigranti di cui era stato uno dei fondatori.

“Amava sottolineare come fosse stato possibile per lui, da operaio di una fonderia, diventare Ministro del Lavoro, un incarico espletato nel migliore dei modi in anni di forti tensioni sociali e di larghe contestazioni sindacali ma che la dura esperienza maturata fin dai 14 anni come operaio contribuì a sostenere.

“L’attaccamento di Toros agli ideali e ai valori dell’impegno sociale, condivisa con molti esponenti della Democrazia Cristiana, lo portò a essere il principale riferimento del gruppo di Forze Nuove che sollecitava un maggior impegno del Partito sul versante della condizione dei lavoratori e delle battaglie del sindacato.

“L’impegno che lo gratificò maggiormente fu senza dubbio quello di titolare del dicastero del Lavoro che seppe portare avanti con impegno e stile mantenendo sempre grande rispetto nei tavoli negoziali per le rappresentanze sindacali diverse dalla sua” – ha ricordato infine il vicepresidente esprimendo il cordoglio del Consiglio regionale alle figlie Carla e Franca e ai cinque nipoti che Mario Toros ha avuto sempre accanto dalla morte della moglie Alice.”

Subito dopo il decesso era stato il Presidente Fedriga a ricordare la figura di Toros affermando che “pochi politici come Mario Toros hanno inciso così tanto nella storia della nostra regione. Con la sua scomparsa finisce una pagina di storia che dovrà restare sempre aperta, perché il suo impegno e la sua passione politica rappresentano un grande esempio di competenza e di amore per la propria terra”.

“Piango la scomparsa di una delle figure più nobili e autorevoli dello scenario politico regionale del ‘900 una voce saggia e competente che ancora oggi avevo il privilegio di poter ascoltare. Ricorderò in maniera indelebile la sua lezione alla quale ispirarsi nei momenti difficili. Adesso rimane solo un silenzio che lascia un vuoto incolmabile”. Così lo aveva invece ricordato il vicegovernatore della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi.

“Con lui – aveva rimarcato Riccardi – il Friuli perde anche uno dei padri della ricostruzione. Fu egli infatti il relatore a Camere sciolte della conversione in legge del decreto per il post terremoto”. E che amasse profondamente la sua terra lo dimostrò anche combattendo la guerra partigiana nelle file della Osoppo, avendo sempre come faro i valori della libertà e della democrazia”.

Un commosso ricordo del senatore democristiano lo aveva manifestato anche il capogruppo del Pd Sergio Bolzonello. “Con la scomparsa di Mario Toros il Fvg e il Paese perdono uno dei più alti testimoni di quella politica che è stata capace di portare importanti cambiamenti attraverso le lotte per la libertà e il progresso sociale”. “Toros, insieme a figure come Tessitori, ha rappresentato un esempio e una guida per intere generazioni di politici e amministratori.

È stato – aveva aggiunto l’esponente Pd – una delle maggiori figure che ha onorato la nostra comunità regionale, prima contribuendo a fondare la Cisl, poi come parlamentare e come ministro del Lavoro nel governo Moro. Il suo esempio deve rimanere vivo nelle memorie anche delle future generazioni di amministratori e dei cittadini”.

Lucio Leonardelli