Comunali in Fvg: il Centrodestra conquista roccaforti “rosse”

La sintesi del voto di domenica scorsa in Friuli Venezia Giulia parrebbe evidenziare, a prima vista, un sostanziale pareggio (ovvero 10 a 10, con 6 comuni vinti da liste civiche, anche se almeno 4 riconducibili all’area del centrodestra, e Gorizia prossimo a guida forzista) ma guardando più nel dettaglio appare invece evidente che ad uscire con un risultato decisamente più soddisfacente è stato il centrodestra che ha strappato al centrosinistra una roccaforte come Cormons, ora guidata da Roberto Felcaro di Forza Italia, e riguadagnando nel pordenonese i comuni di Aviano, con Ilario De Marco, e Fontanafredda, dove ha vinto Michele Pegolo targato Fratelli d’Italia, nonchè l’unico comune triestino dove si è andati al voto, Duino Aurisina, ora a guida Forza Italia con Daniela Pallotta.

Un centrodestra che peraltro avrebbe potuto fare il botto vincendo al primo turno a Gorizia ma il suo candidato Rodolfo Ziberna, attuale consigliere regionale forzista, si è fermato a quota 49,68%, con solo 22 voti in meno rispetto alla maggioranza assoluta, pur staccando comunque di oltre il 27% il suo sfidante Roberto Collini.
Nel caopoluogo isontino, che era già amministrato dal centrodestra da 10 anni con l’ex senatore di Forza Italia Ettore Romoli, si tornerà dunque alle urne domenica prossima, 25 giugno, anche se, qualora Collini dovesse riuscire nell’impresa alquanto poco probabile di vincere, si profilerebbe la situazione della cosiddetta “anatra zoppa” considerato che le liste che hanno sostenuto Ziberna hanno superato il 50% per cui il candidato del centrosinistra, per effetto della distribuzione dei seggi, non avrebbe eventualmente i numeri per poter amministrare.

Anche alla luce di ciò appare estremamente singolare la “soddisfazione” espressa da Debora Serracchiani allorchè ha dichiarato “abbiamo strappato con i denti il ballottaggio in una roccaforte dove per due volte di seguito il centrodestra aveva vinto al primo turno e sapevamo sarebbe stata durissima ma abbiamo piantato un paletto” che appare come una sorta di magra consolazione soprattutto per il Pd per il quale sono proseguiti i mal di pancia che erano già iniziati con le amministrative dello scorso anno quando persero Trieste e Pordenone oltre a due realtà tradizionalmente di sinistra come Monfalcone e Ronchi dei Legionari.
“E’ chiaro – ha sottolineato la presidente della regione – che hanno fatto male al centrosinistra delle fratture inutili sulle quali occorre mettersi al lavoro per ricucire e allargare. Opportunità e spazi politici non mancano”.

Peraltro l’unica realtà di rilievo in cui il centrosinistra è riuscito a spuntarla (al di là delle riconferme in alcuni comuni importanti come Azzano Decimo, Cervignano e Lignano) è Tricesimo che prima era amministrato dal centrodestra e ora ha come sindaco l’ex-consigliere regionale Giorgio Baiutti, di estrazione socialista, che ha vinto però coalizzando attorno a sè forze di area centrista e decisamente poco attribuibili alla sfera del Pd.

Interessante l’analisi del voto fatta dal senatore triestino Francesco Russo, esponente dell’area lettiana del Pd, per il quale “il Pd è in difficoltà, spesso costretto ad inseguire il centrodestra, se non già sconfitto come in alcuni casi, per cui non mi pare proprio che complessivamente si possa parlare, come ho sentito da qualche esponente, di successo e sarà quindi il caso di analizzare più a fondo i dati in vista delle regionali del prossimo anno”.

E, a proposito delle regionali, i più soddisfatti sono apparsi Riccardo Riccardi e Massimiliano Fedriga, ovvero i due principali candidati per guidare il centrodestra alla riconquista della regione. Il capogruppo di FI nel far rilevare che “Forza Italia è il primo partito della coalizione e ha dimostrato di godere buona salute” ha comunque gettato acqua sul fuoco preferendo contenere l’entusiasmo e affermando che “dobbiamo lavorare tutti assieme su programmi e alleanze, superando ogni divisione perchè si è dimostrato che il centrodestra laddove si presenta unito vince”.

Sostanzialmente simili le considerazioni del deputato leghista, peraltro segretario regionale del Carroccio, che pure si dice “soddisfatto per i risultati, pur con qualche rammarico per alcuni comuni dove si sarebbe potuto fare di più, con la Lega che ha raggiunto anche punte del 35% come a Prata, nel pordenonese ” sottolineando nel contempo che ” dobbiamo considerare che si tratta di elezioni amministrative per cui per le regionali c’è tempo”.

La sensazione, a dire il vero, è che tutti attendano di sapere cosa deciderà di fare Debora Serracchiani la quale ha dichiarato a suo tempo che si pronuncerà in proposito nel mese di luglio, anche se non è escluso che ciò possa avvenire più in là dato che l’ipotesi delle elezioni politiche anticipate è ormai, di fatto, quasi rientrata. Non è escluso che, alla fine, possa essere ancora lei a guidare il centrosinistra se non altro perchè manterrebbe unita la coalizione che, qualora invece lei dovesse optare per il salto romano, si sfalderebbe almeno in tre tronconi, con il possibile ricorso alle primarie per designare il suo successore.

L’incognita, nel frattempo, riguarda il Movimento 5 Stelle che in Fvg sembra essere davvero un “corpo estraneo”, alla luce anche del modestissimo 5,35% ottenuto a Gorizia dove il portavoce pentastellato Giancarlo Maraz è giunto sesto con poco più di 900 voti. L’unica ad esprimersi è stata la capogruppo in regione Elena Bianchi che ha manifestato la sua delusione al Messaggero Veneto affermando che “dobbiamo lavorare di più” e annunciando che entro l’anno sarà uffcializzato il candidato per le regionali che non è escluso possa essere lei stessa.

Lucio Leonardelli