Conferenza stampa Luigi Sposato

Sposato punta sui problemi di Padova

Si è svolta martedì scorso all’interno del primo centro di ascolto inaugurato all’Arcella, la conferenza stampa tra Luigi Sposato, candidato Sindaco della città di Padova alle prossime elezioni, ed i giornalisti della carta stampata. Proprio i punti di ascolto rappresenteranno gli elementi chiave della sua campagna elettorale perché concretizza il “suo” modo di intendere la politica, portata avanti tenendo ferme quelle che sono le concrete e reali esigenze dei cittadini.

“I punti di ascolto esordisce Luigi Sposato, saranno concepiti proprio per mantenere vivo il dialogo con la cittadinanza. Attraverso il dialogo mi impegnerò a dare sostegno alle problematiche connesse al territorio. Questa mia cooperazione, sarà un modo per poter ringraziare tutti per la fiducia a me data e per poterla far riacquisire a quelle persone che sono scettiche nel credere alla possibilità di un futuro migliore. In caso di vittoria alle elezioni, rinuncerò al mio stipendio di Sindaco e con le quote manterrò in vita i centri di ascolto, che rimarranno permanentemente aperti.  Qualcuno continua a ribadire il legame di amicizia che mi unisce all’ex Sindaco di Padova Massimo Bitonci. Io ribadisco ancora una volta senza riserve davanti ai giornalisti intervenuti, di non conoscere Massimo Bitonci, e di non voler esprimere nella maniera più assoluta l’operato del suo lavoro. Preferisco sostenere attivamente il mio progetto, composto da 21 azioni, che renderò pubbliche alla cittadinanza di Padova, nella convention che si svolgerà venerdì 3 febbraio all’ex Fornace Carotta. Correrò da solo fuori dai recinti ideologici dei partiti. Mi presenterò con una lista civica, e la mia squadra sarà composta esclusivamente da consulenti del lavoro, commercialisti ed esponenti del mondo sportivo locale, che hanno voglia di fare politica. Ho usato un verbo nella mia campagna elettorale, “osare”. Dobbiamo osare, dobbiamo credere che ci possa essere una città migliore, più lavoro per i giovani, meno reati, una qualità di vita superiore a quella attuale. La mia intenzione è quella di fare ritornare Padova la capitale del nord-est”.

Mi piacerebbe riuscire ad essere facilitatore affinché questo città riesca a diventare attrattiva e maggiormente unita. Nell’impresa purtroppo tutti remano in una direzione, mentre nella politica le scelte sono condizionate dai partiti”. Dal mio punto di vista ci sono diversi problemi da risolvere nella città di Padova. Per esempio le infrastrutture, dove i temi più spinosi sono la costruzione dell’ospedale nuovo e lo stadio del Plebiscito. E poi la consueta percezione di insicurezza che viene avvertita dai cittadini padovani, quest’anno suffragata anche dalle statistiche che rendono una fotografia impietosa di Padova sul fronte dei reati. Furti, rapine e spaccio di droga restano i problemi principali da combattere. Altro argomento spinoso riguarda l’emergenza profughi, che non è finita. Nonostante gli ingenti fondi stanziati per la loro accoglienza, i profughi hanno ricevuto solo vitto ed alloggio, senza che fossero attivati in tempi adeguati i processi di inserimento socio/lavorativo previsti. Anche a Padova centinaia di loro hanno dovuto lasciare i centri di fronte alla perdurante incertezza ed alla poca trasparenza sulla possibilità di accedere alle borse lavoro annunciate ed a percorsi di inserimento abitativo, incentivati ad accettare una buona uscita in denaro che a poco potrà servire. Così nella nostra città molti profughi si ritrovano senza un luogo dove stare, senza una prospettiva per il futuro, abbandonati da chi avrebbe dovuto accoglierli. Credo che la nostra città non possa abbandonare queste persone fuggite dalla guerra e finite in un circuito di accoglienza mal pensato e mal gestito. Per questo dobbiamo fare appello alla cittadinanza ed alle Istituzioni, senza demagogia e senza populismo, per cercare di ridare significato tutti insieme alla parola “accoglienza”, aprendo un percorso comune, perché queste persone possano ritrovare un’opportunità di vita. La forza trainante della mia campagna elettorale conclude Sposato sarà costruire e realizzare i sogni di tutti i giovani: trovare una collocazione lavorativa, possibilmente in Italia. Dovrebbe essere la generazione che non cerca lavoro, ma lo crea, se lo inventa dal nulla. Ai giovani non mancano le capacità, molte volte mancano i fondi, la burocrazia è lenta e incute timore soltanto pronunciare la parola ‘start up’ associata alla parola “in Italia”. Dico sempre ai giovani: non abbiate mai paura di alzare la mano e chiedere aiuto. Riscoprite l’umanità e troverete la chiave per il vostro futuro”.

Giuliana Lucca