Il Consigliere regionale Ferrari sul problema migranti in Riviera

“In Riviera del Brenta i richiedenti asilo che adesso sono ospitati nel comprensorio sono circa 300, visto i dati che arrivano dal territorio, in media il 90 % delle domande dei richiedenti asilo viene respinta dalla apposite commissioni valutatrici”. Ad evidenziare il tema è Franco Ferrari consigliere regionale della lista ‘Alessandra Moretti Presidente’. Ferrari sulla questione cita i numeri del fenomeno.

“I numeri dell’emergenza in Veneto – ricorda il consigliere regionale Franco Ferrari – sono chiari. Dagli ultimi dati che sono stati messi a disposizione, si evince che sono arrivati oltre 13mila profughi. Ma gli sbarchi a Lampedusa continuano, incessanti, e sono in arrivo nella nostra regione altri richiedenti asilo, nonostante siamo nella piena stagione invernale. Nell’area veneziana, sono presenti quasi 2500 migranti, con Cona che sta accogliendo un numero altissimo di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale”, Su 44 Comuni dell’ex Provincia di Venezia 23 non accolgono. In Riviera del Brenta il numero maggiore di profughi ospitati è a Mira, il comune più popoloso del comprensorio, con 170 richiedenti asilo sparsi su varie strutture. Gli altri sono stati collocati fra i comuni di Dolo, Fiesso, e in misura minore a Pianiga, Campagna Lupia e Stra.

Queste persone anche se non hanno alcun titolo per restare in Italia, anche se la loro domanda è respinta è dimostrato che restano sul territorio per anni, se espulsi si danno alla macchia. Tutti sanno che diventano un problema a carico della comunità permanente e rischiano di alimentare nella clandestinità micro criminalità e lavoro nero. Non c’è alcun razzismo fra gli amministratori locali insomma. Vanno aumentate le espulsioni per coloro i quali viene respinta la richiesta di asilo e vanno fatte in modo rapido, e su questo sono pienamente d’accordo con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il ministro dell’Interno Marco Minniti. Per chi ha diritto ad essere accolto perché scappa da zone di guerra in cui rischia la vita piena accoglienza ed integrazione anche in Riviera del Brenta,a patto ovviamente che rispettino le regole e le leggi delle società che li accoglie”.

Lino Perini