Il coordinamento per il Sì ai due Comuni di Venezia e Mestre pungola Zaia

Il coordinamento per il Sì (formato dai due movimenti autonomisti mestrino e veneziano, da 25 aprile, Venessia. com, WAHV e da altre sigle che si stanno aggregando) interviene a favore della data unica del 22 ottobre per i due referendum, veneto e comunale, sostenendo il presidente della Regione Luca Zaia in tale scelta, che potrà essere effettuata entro il 7 settembre. A farsi portavoce della richiesta Debora Esposti del Movimento per l’autonomia di Mestre e Cesare Peris per movimento Venezia Autonoma che rappresenta la Laguna. Secondo i due esponenti unire i due referendum renderebbe più ampia la partecipazione anche dei cittadini di terraferma e del centro della città storica risparmiando anche su costi e mezzi, come, fanno notare, sottolineato da tre pareri giuridici già inviati alla Regione e altri in preparazione.

Sull’affluenza ancora i due non si espongono ma sperano si superi almeno la soglia del 50% anche per dare più valore a un referendum che, ricordiamo, è solo consultivo. Sia Esposti che Peris cercano anche di tranquillizzare il governatore sui dubbi di un “referendum illegittimo”. Secondo i dossier da loro preparati non si correrebbe il rischio trattandosi di un referendum già proposto 4 volte ancora prima che la legge sulle città metropolitane entrasse in vigore e che la stessa base propositiva del referendum del 2003 è valida tutt’oggi.

Ci sarebbe, però da prendere in considerazione il ricorso al Tar fatto dal Comune ma che non sembra preoccupare i comitati per il si. «Il ricorso è infondato – fanno sapere – tanto che abbiamo chiesto di anticipare l’udienza, mentre il Comune no, temendone l’esito. Sarebbe per loro l’ennesima sconfitta dopo Forte Sant’Andrea, Forte Marghera, la causa con la Cgil. Per quanto concerne il ricorso contro il referendum per l’autonomia del Veneto basta che Zaia sia coerente e non blocchi né l’uno né l’altro».

Secondo i comitati questo (che sarebbe il quinto referendum) avrebbe ottime possibilità di riuscita visto che «il Comune ha fallito in ogni suo punto ed è necessario invertire la tendenza rispetto allo spopolamento e al degrado di Venezia e alla desertificazione economica e culturale di Mestre. Rilanciando Venezia come città turistica da ammirare come città unica al Mondo sviluppando, al contempo, le potenzialità di Mestre cominciando dalla gronda dei forti alla possibilità di sfruttare Mestre come città di accoglienza turistica, sfruttando la “cartolina di Venezia” per tutte quelle persone che non hanno disponibilità economica per alloggiare in Laguna, tenendo il ricavato nelle casse di quello che diverrebbe il “Comune di Mestre”».

A.C.M.