Crescita per l’economia del pordenonese

Secondo l'indagine trimestrale della CCIAA

Economia in ripresa nel pordenonese secondo i dati dell’indagine congiunturale presentata dalla Camera di Commercio. Al termine, infatti, di un semestre caratterizzato da variazioni tendenziali positive e negative altalenanti l’indagine trimestrale, effettuata su un campione di oltre quattrocento imprese, restituisce finalmente indicatori di crescita complessiva omogenei.

Secondo il Presidente, Giovanni Pavan, “siamo in presenza di un fatto nuovo, almeno per come ci viene rappresentato oggi dal nostro ufficio statistica interno. L’economia, quindi, riprende anche nei numeri e non solo nelle sensazioni, che sono peraltro positive da diversi mesi. Forse è giunto il momento di lasciare prudenza e cautela nel cassetto”.

Pavan ha colto l’occasione per precisare che «l’indagine congiunturale trimestrale, a Pordenone, è in vigore dal 2005, quando fu ritenuto utile offrire al territorio un termometro di valutazione statistica del sistema economico-produttivo. Nel 2012 è stato raggiunto un accordo in sede di Unioncamere per un commento dei dati regionali, fattispecie che offriva senza dubbio una lettura generale molto più interessante. Dal 2016 questo non è più possibile. Ciò nonostante abbiamo ritenuto opportuno non perdere l’occasione, quantomeno localmente».

Per quanto riguarda i dati consuntivi del manifaturriero, la produzione aumenta del +3,3%, il fatturato totale del +4,0% e il fatturato estero del +5,1%. Sono in crescita anche gli ordini interni del +3,1% e gli ordini esteri (+4,1%). Nell’ultimo triennio la variazione tendenziale dell’occupazione è stata sempre positiva e pari in questo trimestre al +1,6%. Ancora su buoni livelli il grado di utilizzo degli impianti, che supera il 70%. Risulta sempre molto significativa la propensione all’export: la quota di export sul totale fatturato dalle imprese manifatturiere è infatti pari al 48,3% (supera il 70% nella meccanica, e l’80% nella grande industria).
Quasi tutti positivi i dati congiunturali salvo un rilievo negativo in ordine al calo del fatturato totale (-3,2% rispetto al trimestre precedente), dato in linea con la variazione del fatturato estero (-3,3%).

Dalle previsioni per il secondo trimestre del 2017 si osserva una situazione di sostanziale stabilità, con oltre il 50% degli intervistati che si attendono indicatori stazionari. Per tutte le variabili, però, la percentuale di imprenditori che prevede diminuzioni oltre il -2% (pessimisti) è inferiore a quella di chi si attende una crescita superiore al +2% (ottimisti). In particolare risulta consistente la quota di coloro che prevedono una crescita del fatturato (34% degli intervistati), degli ordini interni (31%) e della produzione (30%).

Positivi anche gli indicatori tendenziali del legno-arredo, per il quale rispetto ad un anno fa: la produzione cresce del +4,6%, il fatturato del +5,3%, gli ordini interni del +3,3%, gli ordini esteri del +1,4%, il fatturato estero del +6,7% e l’occupazione del +2,8%.

Buona pure la performance della metalmeccanica, sottosettore in cui spicca il +11,2% di incremento degli ordini esteri (a confronto con analogo periodo del 2016). La produzione sale del +1,4%, il fatturato del +4,8%, il fatturato estero del +3,1% e gli ordini interni del +3,6%. Sostanzialmente stabile l’occupazione al +0,7%.

Venendo al commercio al dettaglio, anche il 1° trimestre 2017 registra un aumento delle vendite (+1,1%), un indicatore positivo da inizio 2015. L’occupazione appare però in deciso calo, al -3%. Crescono i costi totali (+3,4%). Quasi invariati i prezzi di vendita (+0,5%) e i prezzi di approvvigionamento (+0,7%).

Relativamente alle previsioni, la metà circa degli imprenditori intervistati si è pronunciata per una sostanziale stabilità delle vendite. Il rimanente 50% evidenzia ottimismo – coloro che si attendono un tasso di crescita superiore al 2% – rispetto invece a chi prevede un -2% -; la differenza a favore degli ottimisti è di oltre 7 punti percentuali.

Dati relativamente positivi anche per il mondo delle costruzioni dato che, dopo anni di fortissima crisi, gli ultimi due trimestri hanno rappresentato una boccata d’ossigeno per questo comparto che purtroppo nel 1° trimestre 2017 registra nuovamente indicatori negativi. Rispetto a un anno fa sia il fatturato sia le commesse hanno perso il 3,3%, mentre la produzione si è mantenuta stabile. Si interrompe il trend negativo dell’occupazione che rimane stabile sui livelli dell’anno precedente (-0,5%).

Per il secondo trimestre del 2017 oltre il 50% degli intervistati prevede una situazione di stabilità. Dato il carattere stagionale dell’attività del comparto, però, per l’andamento di produzione e commesse gli ottimisti superano i pessimisti di 10 punti percentuali; il divario si ferma a 5 punti percentuali per il fatturato.

Commentando infine il bando marchi per il Friuli Venezia Giulia (MISE – UNIONCAMERE), il Presidente ha reso noti i dati di partecipazione per territorio segnalando che il Pordenonese ha ottenuto misure agevolative per favorire la registrazione di marchi (comunitari presso UAMI o internazionali presso OMPI) per complessivi 38 mila euro, quota che lo pone al primo posto in FVG (66 mila 500 euro il totale regionale).

Parlando infine del ruolo delle CCIAA nel piano Industria 4.0, il Presidente ha detto che “dopo aver investito sulla fabbrica modello ora ci attende un percorso di collaborazione per sensibilizzare le piccole e medie imprese anche appartenenti a settori come artigianato e agricoltura. La missione è trasversale a tutte le categorie economiche”.

Lucio Leonardelli