Deputati Pd a difesa di Venezia

Venezia va salvaguardata dalla pressione turistica e dallo spopolamento. Ecco il perché della mozione

Intervenire su Venezia per salvaguardarla attraverso decisioni concrete che affrontino i problemi del sovraffollamento turistico e del contemporaneo spopolamento da parte dei suoi residenti. Questo l’obiettivo della mozione presentata da un nutrito gruppo di parlamentari veneti del Pd (Mognato, Moretto, Murer, Zoggia, Camani, Casellato, Miotto, Narduolo, Rostellato e Zan) con capofila Andrea Martella.

“Ogni anno – sottolinea Martella – Venezia è visitata da 30 milioni di turisti, circa 20 milioni in più di quanti gli esperti reputano possa effettivamente sostenerne. La conflittualità tra residenti e turisti ha raggiunto il suo apice: l’insostenibilità della vita all’interno della città, denunciata costantemente dagli abitanti, va considerata come una delle criticità più pressanti. Il progressivo declino delle attività storiche della città ha provocato una crisi senza precedenti e, parallelamente, si è registrato un incremento di attività commerciali legate alla ricettività, che coinvolgono anche la terraferma, e alla ristorazione, spesso speculative.”

Si tratta di nodi critici che riguardano sia il presente che, soprattutto, il futuro della città lagunare, in merito ai quali i parlamentari del Pd nella loro mozione chiedono al Governo di “assumersi l’impegno per l’attuazione di iniziative, anche di carattere normativo e in raccordo con gli enti territoriali interessati.”

La mozione vincola il governo ad assumere il proprio impegno su sei ambiti di azione:

1. a promuovere strumenti idonei ad una più razionale e sostenibile gestione dei flussi turistici e dei servizi connessi;
2. ad assicurare la compatibilità tra lo sviluppo di attività commerciali e strutture ricettive ed il patrimonio monumentale e culturale della città;
3. a rafforzare i controlli, sia a salvaguardia delle peculiarità storico-architettoniche, sia a tutela della sicurezza dei cittadini, dei gestori di esercizi commerciali e dei turisti;
4. a promuovere la valorizzazione di spazi destinati ad attività di ricerca, tra cui il complesso dell’Arsenale, e ad attività produttive e culturali eminentemente rappresentative della città di Venezia;
5. a promuovere misure di incentivazione per i residenti sia sotto il profilo di servizi fondamentali, quali scuola e trasporti, sia sotto il profilo fiscale;
6. ad istituire un apposito gruppo di lavoro, coordinato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sul traffico acqueo e sull’inquinamento ambientale dell’area, che affronti efficacemente e in tempi rapidi anche la questione del passaggio delle grandi navi a Venezia, e che offra una soluzione in grado di salvaguardare il patrimonio immobiliare pubblico e privato dal moto ondoso.

“Da tempo – commenta a nome dei colleghi Martella – Venezia sta affrontando una crisi che rischia di pregiudicarne bellezza e futuro. Come alcuni autorevoli osservatori hanno denunciato, anche in queste ore, a livello nazionale è indispensabile che lo Stato e il Governo si facciano carico di questa emergenza, la cui soluzione non può essere demandata e caricata esclusivamente sulle spalle della città.”

Da sottolineare, nel frattempo, per quanto riguarda il settore turistico le prese di posizione da parte degli operatori di Federalberghi e Confcommercio, successive a quella dell’Associazione Albergatori, contro i duemila posti letto già autorizzati a Mestre e gli altri 6 mila in arrivo.
“I posti letto – dice Marco Michielli, presidente Federalberghi Veneto – sono già più che sufficienti per nutrire il turismo a Venezia”. L’unica soluzione è “bloccare il numero delle camere all’attuale e in futuro, se si dovesse vedere che tutti gli alberghi sono pieni 365 giorni, allora valutare di concedere altre aperture”.

Sulla stessa linea anche Massimo Zanon, presidente sia della Confcommercio metropolitana che di Confcommercio Veneto. “Investimenti come quelli di Mestre – sottolinea – fanno gli interessi di chi li porta avanti e non certo del territorio”.

 

 

 

 

 

Lucio Leonardelli