Direttiva Bolkestein

JESOLO. Direttiva Bolkestein, da Roma la Lega riporta le ultime novità che seguono l’incontro con il relatore che ha terrorizzato gli operatori del balneare aprendo le concessioni al mercato. Ora tutto il mondo dell’economia turistica si sta muovendo e auspica una nuova legge che metta nero su bianco le proroghe. Il presidente regionale di Fiba Confesercenti e Veneto Chioschi Lorenzo Vallese ha chiesto che siano tutelati gli investimenti futuri per evitare rendite di posizione, ma assicurare le concessioni per un lungo periodo di tempo contro le incertezze. Le dichiarazioni dell’ex commissario Ue hanno creato un tumulto sulla costa veneta.

“Non possiamo che essere soddisfatti delle dichiarazioni rilasciate in Aula da Frederik ‘Frits’ Bolkestein”, ha detto l’onorevole Giorgia Andreuzza, “il quale ha precisato che le concessioni demaniali sono beni e non servizi. Ha chiarito, una volta per tutte, che la sua direttiva non riguarda spiagge e mercati italiani. Per anni la Lega si è battuta per evitare che gli effetti disastrosi della Direttiva europea sulla liberalizzazione dei servizi annientassero le 30 mila imprese italiane impegnate nel settore del turismo balneare e continueremo a farlo a maggior ragione, adesso, alla luce delle affermazioni di BolKestein”. La deputata era insieme ai parlamentari veneti all’incontro a Montecitorio.

“Se la Spagna ha trovato il modo per arginare gli effetti della Bolkestein sugli stabilimenti balneari, non vediamo perché non possa farlo anche l’Italia”, sostengono i parlamentari leghisti, “soltanto così potremo evitare la crisi di un settore che impiega quasi 300mila persone e che ricopre un ruolo fondamentale per l’economia del nostro territorio. Non parliamo solo di strutture ricettive ma di tutto l’insieme di imprese che operano nel campo dell’ospitalità e che producono manodopera finalizzate al turismo balneare che, nel Veneto, significa milioni di presenze ogni estate nelle nostre spiagge”.

Giovanni Cagnassi