Disabile discriminato alla manifestazione gay Pride Village di Padova

PADOVA. Anthony Civolani si è  presentato venerdì 13 luglio alla biglietteria del Pride Village, anche quest’anno ospitato dalla Fiera di Padova, per un evento a pagamento e gli è stato rifiutato l’ingresso gratuito, normalmente dovuto per legge, non da 1 ma da ben 3 botteghini. Un’avventura incredibile: alla sua dichiarazione di disabilità e alla richiesta di ottenere l’ingresso gratuito come avente diritto per lui e un accompagnatore gli è stata richiesta una documentazione che attestasse il problema.

Sembra quasi una presa in giro, perché nel caso di Civolani la sua disabilità è molto visibile, quindi non digerisce facilmente la richiesta, che per altro non può soddisfare: “Mi hanno chiesto un tesserino che di fatto non esiste in Italia. Non esiste un documento con la foto, un numero, il nome, che certifichi l’invalidità, e questo invece viene continuamente richiesto dagli operatori delle fiere. Infatti la disabilità non viene nemmeno riportata sulla carta di identità, e io di certo non vado in giro con le mie cartelle cliniche”.

L’unico documento stampato esistente ad oggi è il pass invalidi per l’automobile che ovviamente va esposto ben visibile sul mezzo.

“Tuttavia non è nemmeno questa la cosa più surreale, quanto il fatto che la discriminazione è avvenuta in un luogo dove le discriminazioni si combattono”.

Dopo che il nostro protagonista ha cominciato a fare le proprie rimostranze e ha tirato in ballo anche il deputato del partito democratico Alessandro Zan presente all’evento, gli è stato accordato il biglietto gratuito, assieme ad un omaggio che però Civolani ha rifiutato. “Ho deciso di non entrare, perché sono amareggiato per l’accaduto. Quella che dovrebbe essere “la festa di tutti” di fatto non mi ha accettato, insinuando che stessi addirittura cercando di approfittare del mio stato. Mai mi era successo prima in altre fiere o concerti. Che succeda proprio al Pride Village è scandaloso”.

Anthony Civolani, disabile da 15 anni a causa di un grave incidente automobilistico, si batte da anni per l’inclusione attraverso la mobilità dei disabili, ed è anche fondatore del Madd – Movimento associativo difesa diritti disabili. “Mi sento in dovere di aiutare chi è più sfortunato di me perché colpito da disabilità magari maggiore della mia. L’incidente mi ha cambiato molto, sento che è mio dovere battermi per migliorare le condizioni di vita dei disabili. Il mio sogno è fondare un partito nazionale che raccolga le persone di qualsiasi colore per la difesa dei diritti dei disabili senza discriminazioni e barriere”.

Il Pride Village risponde il giorno seguente che non si è trattato di discriminazione, ma che «Purtroppo, è capitato negli anni che alcuni avventori si siano finti disabili per entrare gratuitamente al Festival. Una pratica odiosa, soprattutto nei confronti delle persone realmente disabili, e questo motivo ci ha spinti ad istruire i nostri cassieri perché siano attenti a che queste situazioni non si ripetano».

Tuttavia anche a questa spiegazione Civolani non ci sta: “La spiegazione non sta in piedi, perché nel mio caso specifico la disabilità si vede, per cui se vuoi prendere quelli che fanno i furbi, non lo fai chiedendo un documento che non esiste. Oltretutto io la protesi l’ho fatta vedere! E’ necessario cambiare metodo di verifica per questo tipo di ingressi”.

Sara Zanferrari