Donna di Campagna Lupia chiede aiuto per la madre ricoverata da dieci mesi in ospedale

“Io, diffamata ingiustamente. Mi sto adoperando fino allo sfinimento per aiutare mia madre, ma sono lasciata sola. Anche da mio padre. Solo io mi sono sobbarcata gli oneri per nominare un amministratore di sostegno”. La vicenda di Donatella Lazzari, figlia di Natalina Donolato, la donna di 85 anni da dieci mesi ricoverata all’ospedale di Piove di Sacco, ha avuto vasta eco in un quotidiano veneziano ed è stata ripresa anche dalla televisione nazionale con un collegamento durante La vita in diretta di Rai 1 dallo studio dell’avvocato Emanuele Compagno di Dolo.

La donna ora vuole lanciare un appello alle istituzioni e dice: “Aiutateci, mia mamma ha bisogno di una sistemazione, è ammalata e le serve assistenza. Io da sola non sono in grado di farmi carico di ogni cosa, faccio tutto quello che posso. Io sono ammalata e le forze mi mancano”. Lancia un appello anche al padre, Romeo, che da anni ha deciso di vendere la casa ove viveva con Natalina e trasferirsi in una casa di riposo. “Mio padre ha venduto le sue quote per cinquanta mila euro ad una donna, forse una sua amica, nemmeno un euro è stato impiegato per sua moglie. Già in passato sia io sia mia madre siamo state costrette a denunciarlo per le violenze subite. Ora gli chiedo di mettersi una mano sulla coscienza e di aiutare mia madre. Un giornale mi ha presa di mira e mi ha diffamata addirittura dicendo che io avrei abbandonato mia madre e non la vorrei a casa mia. Tutto falso. Io e mio marito portiamo alla mamma cibo e vestiario pulito e stirato tre volte la settimana, le ho comprato un televisore e tre cellulari, l’ho sempre accudita anche quanto era a casa. Ci sentiamo tre volte al giorno e lei ha solo parole di ringraziamento per me. Purtroppo da sola le forze mi mancano per fare tutto, e le diffamazioni che mi sono piovute addosso ingiustamente mi hanno distrutta. Mia mamma da sempre continua a ripetere che vuole andare in casa di riposo e non vuole venire da me.

Del resto la mia casa è tutta a scale, anche per andare al bagno, è inadatta per mia madre che non riesce nemmeno a camminare bene, tanto che all’ospedale già si è rotta un femore. Mia madre ha grossi problemi di cuore, le è stata sostituita l’aorta e ha tre bypass, recentemente aveva avuto una grossa crisi cardiaca, non posso assumermi da sola la responsabilità di accudirla 24 ore al giorno. Non ho reddito, né pensione né lavoro e mia mamma ha solo 200 euro di pensione. La sua casa è inagibile. Io sono la prima vittima di tutto questo e mi ritrovo con le istituzioni che non ci capiscono, aiutateci. Solo il mio avvocato mi sta aiutando, è una persona speciale e a lui va tutto il mio ringraziamento per la sua grande competenza”. Per l’avvocato della donna, Emanuele Compagno di Dolo, il Comune di Piove di Sacco deve adoperarsi: “Aspetto da mesi una risposta da parte del Comune alle nostre richieste di collaborazione per affrontare il caso. La signora Natalina deve essere inserita in struttura oppure, se giudicata autosufficiente, in un alloggio. La legge non consente di opporre a scusante le ristrettezze di bilancio. Io chiedo l’inserimento in struttura perché se dovesse farsi male a casa mentre è da sola, la responsabilità non potrebbe che essere delle istituzioni che le hanno negato la casa di riposo”.

Lino Perini