Due pietre d’inciampo per Paolo e Nella Errera all’ingresso della loro villa

Collocate dall'artista Gunter Demnig all'entrata della Corte dove i coniugi vissero fino all'arresto

Dove vissero, dove li rapirono, dove non fecero più ritorno. Proprio lì, all’ingresso di casa. Mirano dedica ai coniugi Paolo e Nella Errera due pietre d’inciampo, l’ormai celebre monumento che l’artista tedesco Gunter Demnig realizza per ricordare le vittime del nazismo: lo fa da anni attraverso la produzione di piccole targhe di ottone poste su cubetti di pietra incastonati nel selciato davanti all’ultima abitazione scelta liberamente dalla vittima.

A Mirano le pietre sono state collocate lo scorso 19 gennaio all’ingresso di Corte di Villa Errera, in via Bastia Fuori, durante una cerimonia in cui è stato lo stesso Demnig a posare le pietre, in memoria dei coniugi miranesi Paolo Errera e Nella Grassini, arrestati il 25 febbraio 1944 in quanto ebrei e deportati nel campo di concentramento di Auschwitz. Sia Errera (stimato sindaco di Mirano dal 1895 al 1920) che la moglie non sopravvissero alla Shoah.

L’appuntamento, al quale sono intervenute la sindaca Maria Rosa Pavanello, la Presidente del Consiglio comunale Renata Cibin e la consigliera delegata alla cultura di pace Erica Brandolino è stato accompagnato da musiche e letture in memoria delle vittime dell’Olocausto.

La cerimonia, che fa entrare Mirano nella mappa europea della memoria, è stata promossa dal Comune e dal Centro per la pace e la legalità Sonja Slavik in occasione della Giornata della memoria 2017.

Scopo dell’iniziativa è preservare la memoria delle deportazioni e l’inciampo rappresenta metaforicamente un invito alla riflessione.

L’iniziativa è partita a Colonia nel 1995 e ha portato all’installazione di oltre 56 mila “pietre” in varie città italiane e in molti paesi europei: Germania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Norvegia, Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Grecia, Ucraina, Slovenia, Croazia, Romania e Russia.

Gunter Demnig sta viaggiando in questi giorni attraverso l’Italia: ha già posato delle pietre d’inciampo a Roma, Ancona, Grosseto, Reggio Emilia, Torino, Milano e dopo l’installazione miranese ha proseguito il suo percorso a Venezia.

Filippo De Gaspari