E’ tornato il derby

Dopo 4 anni di assenza Vicenza e Verona tornano a sfidarsi

Dopo quattro anni di assenza è ritornato il derby tra Vicenza e Verona, due città diverse, due tifoserie calde ed appassionate, una rivalità che va oltre lo sport. Il calcio, e i derby in particolare, hanno il potere di accendere l’entusiasmo di un popolo composto da gente diversa con in comune la sola fede calcistica.

In questo caso, però, il derby è molto più di una sfida di calcio: qui in ballo c’è il senso di appartenenza alla propria città, alle proprie origini, alle propria terra. Che sia veronese o vicentina poco importa, la passione delle due tifoserie è uno dei messaggi più belli che il calcio, e in particolare quello locale, possa regalare. In un mondo del pallone fatto di business, sponsor, contratti faraonici e pay tv, un derby come quello tra i “butei” e i “magnagatti” rispolvera la magia dell’andare allo stadio con una sciarpa o una bandiera dai colori della propria città, un gesto così semplice ma che nel corso degli anni è divenuto sempre più nostalgico per via di un calcio che si evolve troppo in fretta.

Il fascino di una sfida così sentita tra gialloblu e biancorossi non può far altro che avvicinare la gente non solo allo sport ma anche alla propria città, quella che ti ha visto nascere e crescere, quella che sa regalarti momenti indimenticabili. E i momenti che nessuno dimenticherà mai passano proprio da eventi del genere quando l’entusiasmo generale riaccende la fierezza delle proprie origini.  Ben vengano i derby, ben venga un calcio genuino come quello locale o dilettantistico, ben venga l’entusiasmo delle persone per una partita che va oltre il calcio. In questo momento il calcio, e lo sport, ne hanno davvero bisogno. Diciamolo chiaramente: è stata una brutta partita, povera di emozioni.

Il Vicenza che in questa prima parte della stagione non aveva ancora trovato il primo successo al Menti, propria nella gara più sentita, ha battuto la corazzata di mister Pecchia distante 19 punti. Una squadra quella gialloblù che imbruttisce di settimana in settimana: terza sconfitta nelle ultime cinque gare, ma forse questa è la peggiore perché arrivata senza giocare e senza lottare. Decide il biancorosso Galano nella nebbia.

42 incontri si sono disputati tra Vicenza e Verona: 16 le vittorie vicentine, 15 i successi veronesi, 11 i pareggi. Soltanto un segno “X” però nelle ultime 14 sfide in questa categoria, con 8 affermazioni dei gialloblù.

Nel dopo partita arrivano le principali dichiarazioni dell’allenatore gialloblù Fabio Pecchia rilasciate al termine di Vicenza-Hellas Verona.

Mister Pecchia cosa è successo a questo Verona, che improvvisamente ha smarrito la propria identità di squadra, soprattutto oggi in un derby cosi importante “Dobbiamo analizzare con lucidità questo nostro momento particolare. Per i primi 25-30 minuti abbiamo provato a giocare come sappiamo e ci siamo resi pericolosi su più azioni. Nella ripresa è stato difficile vedere il campo a causa delle difficili condizioni del tempo. Volevamo giocarcela, poi è arrivata l’interruzione per la nebbia e subito dopo il gol. Non siamo stati bravi a reagire prontamente. Il risultato poteva anche rimanere sulla parità, dovevamo essere più ‘cinici’ in molte situazioni, più decisi, più determinati, più cattivi. Siamo una squadra costruita per far bene e vincere. Per farlo bisogna andare a rete e segnare. Spesso invece ci capita di non affondare il colpo quando ne abbiamo la possibilità. È questo che mi fa più rabbia, per martedì dovremo essere già pronti e più carichi di prima”.

Potrebbe cambiare il modulo? “Non mi piace andare contro i muri ma piuttosto preferisco vedere le cose che il mio gruppo è in grado naturalmente di dare con le sue qualità e caratteristiche. Cambiare si può ma non per colpa di una situazione che non funziona. Ora analizziamo con calma e a mente fredda la partita. È vero, ci sono dei cali di rendimento e dobbiamo tenerne conto per evitare di andare a sbattere. I tifosi? Ci tenevano moltissimo ed è anche per loro che sono arrabbiato e deluso. Ma abbiamo un solo modo per ripagarli; le prestazioni. Ora davanti a noi abbiamo una settimana abbastanza lunga, alleniamoci e prepariamoci. Qual è la vera squadra? Il Verona è quello che ha fatto 34 punti, ci siamo arrivati facendo tante belle prestazioni e altre meno. È il nostro percorso e dobbiamo continuare a crescere”.

Un mister Bisoli molto soddisfatto della prestazione dei propri ragazzi in una partita particolarmente sentita dai tifosi biancorossi. “Vincere un derby è importantissimo, ho visto il presidente commosso. A parte il primo quarto d’ora abbiamo fatto una grande partita, li abbiamo tenuti a bada e poi siamo andati in gol. Se giochiamo così ci tireremo fuori dalla mischia, certo con pazienza, ma abbiamo tutte le potenzialità per farlo. Classifica corta… con un’altra vittoria siamo a metà classifica. Ho detto ai ragazzi di giocare con tranquillità ed è quello che han fatto: vuol dire che credono in me, nella società e nella tifoseria. Non abbiamo dato segni di nervosismo e questo è importante”.

Giancarlo Noviello