Elfi, folletti e draghi per i bimbi dell’Ospedale all’Angelo

L'artista Serena Carnera presta la sua abilità gratuitamente ai bimbi di pediatria.

Non solo apparecchiature mediche (ovviamente sempre fondamentali), ma anche un ambiente più accogliente e a misura di bambino: l’ospedale dell’Angelo di Zelarino saluta l’ormai imminente Natale con un importante intervento utile per migliorare la degenza dei pazienti più giovani del nosocomio, che adesso potranno attendere le dimissioni circondati da elfi, folletti, draghi e animali fantastici, grazie all’intervento dell’artista Serena Carnera, che ha prestato la sua abilità alla causa gratuitamente.

I suoi coloratissimi disegni, infatti, ricoprono ora i muri del reparto di Pediatria, stanze, corridoi e ambulatori compresi, nell’ambito di un progetto fortemente voluto proprio dall’équipe del reparto e realizzato con il contributo di Valecenter; il centro commerciale di Marcon nel febbraio 2015 aveva infatti donato la somma di 55mila euro per l’acquisto di un’apparecchiatura per il monitoraggio delle funzioni cerebrali dei bambini, chiedendo poi che la cifra rimasta (alcune migliaia di euro) fosse investita in progetti di umanizzazione anche questi dedicati alla Pediatria, ai bambini ricoverati, ai genitori che li accompagnano.

Un grazie ulteriore è stato espresso dall’ospedale a Valecenter per l’ulteriore assegno di 4.500 euro, raccolti nel periodo estivo con la proposta dei giochi gonfiabili, e donati alla “Scuola in Pediatria”, perché possa utilizzarli per la propria attività a sostegno del percorso scolastico dei bambini ricoverati. “Quando il territorio, le associazioni e i privati – ha commentato il direttore generale Giuseppe Dal Ben– ci seguono e ci sostengono sul tema dell’umanizzazione delle cure, tutto diventa più facile. Ci rallegra il sostegno economico, ma ci inorgoglisce soprattutto il sostegno al percorso che l’Ulss 12 sta facendo puntando sull’accoglienza piena e sull’attenzione piena delle persone. Significa che questa nostra attenzione, che mette al primo posto la persona ricoverata, in questo caso i bambini, è stata compresa, viene considerata importante, e viene condivisa”.

Giacomo Costa