Esposto alla Corte dei Conti per il mancato completamento dell’idrovia

PADOVA. Il 19 gennaio la Corte dei Conti di Venezia ha ricevuto un esposto  dall’Associazione di Padova ‘Salvaguardia idraulica del territorio padovano e veneziano’, firmato dal presidente  Carlo Crotti e dal legale Marco Destro. Tale esposto volto ad accertare lo stato dell’arte dell’idrovia, chiede di accertare l’eventuale danno erariale per la mancata opera, e avanza la possibilità per i proprietari e/o eredi dei terreni espropriati per l’opera decine di anni fa di vedersi restituire la proprietà in mancanza di realizzazione della stessa, proponendo un’azione giudiziaria.

La legge infatti prevede che già dopo 10 anni un proprietario possa far valere questo suo diritto; Destro cita il Dpr 327 del 2001 che all’articolo 46 riporta: “….l’espropriato può chiedere che sia accertata la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità e che siano disposti la restituzione del bene espropriato e il pagamento di una somma a titolo di indennità”.

Riferisce Carlo Crotti: “Dal momento in cui l’Assessore Regionale Bottaccin ha dichiarato che dell’idrovia se ne parla nel 2021, ho capito che la Regione si disinteressa di questo tema e tutti diventano come tanti piccoli sciacalli che si contendono i pezzi di carne.”

“Perciò – continua Crotti – mi sono rivolto con l’Associazione alla Corte dei Conti, come ente terzo, perché dal punto di vista politico è evidente che nessun gruppo se ne vuole interessare. L’idrovia è collegata inoltre al porto di Venezia, e comporta riflessi ulteriori  anche sull’elettrodotto, visto che si trova sulla stessa direttrice”.

In altri termini, si vuole far sì che la Corte dei Conti venga a sollecitare la Regione o a completare finalmente l’opera, e usare gli stessi argini per interrare i cavi dell’elettrodotto, oppure a restituire con gli interessi le proprietà, aprendo uno scenario di ulteriori espropri, stavolta da parte di Terna, per l’elettrodotto.

Sara Zanferrari