Finalmente la cura ‘dimagrante’

Fin dal primo mandato da governatore del Veneto (2010), Luca Zaia aveva promesso che avrebbe messo mano alla riorganizzazione delle società controllate e partecipate della Regione. Un primo screening è già stato fatto, ma l’accetta non si era ancora abbattuta su quella “foresta” di consigli di amministrazione, di consiglieri, di presidenti, di stipendi e gettoni di presenza, di poltrone a go-go. La spinta della “caccia” agli sprechi ha continuato a insistere sulle istituzioni e, ora, in Regione Veneto sta dando i primi frutti.
Non c’entra il decreto correttivo alla Legge Madia che obbliga un drastico tagli delle società controllate dalle Regioni o di quelle di cui l’ente locale detiene quote azionaria, mette in chiaro il governatore veneto. Proprio contro quel decreto la Regione Veneto ha ottenuto soddisfazione con il ricorso (vinto in Corte Costituzionale) nella parte in cui il governo nazionale voleva imporre la scelta dei direttori delle Ulss. Il decreto è in fase di revisione anche nella parte in cui è prevista la data nella quale farne scattare l’applicazione (30 giugno o 30 settembre).

In attesa di una data certa, comunque, la Giunta regionale ha deciso di anticipare i tempi, con una delibera presentata dal vice presidente Gianluca Forcolin.

Per quanto riguarda le società partecipate in via diretta, il piano prevede la liquidazione della quota di College Valmarana Morosini, società già in via di liquidazione; la dismissione delle due società Finest (si occupa di servizi e finanziamenti alle aziende che hanno rapporti con l’estero) e Veneto Promozione; completare la fase di liquidazione della Veneziana Edilizia Canalgrande e della Veneto Nanotech; la fusione, per incorporazione della Rocca di Monselice nell’Immobiliare Marco Polo; il mantenimento degli equilibri economico-finanziari, di Autovie Venete (la società che gestisce l’autostrada Venezia Trieste, di cui la Regione Veneto è socia di minoranza), di Concessioni Autostradali Venete (la Cav, che gestisce la Padova-Venezia e il Passante), di Immobiliare Marco Polo, di Sistemi Territoriali, di Veneto Acque, di Veneto Innovazione, di Veneto Strade (gestisce 1.700 chilometri di ex strade statali) e di Veneto Sviluppo.

Quanto alle società a partecipazione indiretta, il piano prevede di dismettere 27 società ora in capo a Veneto Sviluppo, liquidare altre quattro società, definire la fase di fallimento di otto società (di cui sette in capo a Veneto Sviluppo), mantenere il controllo di 20 società (di cui n. 18 in capo a Veneto Sviluppo).

Ora toccherà ai sindaci dire la loro!

Giorgio Gasco