Il Friuli Venezia Giulia perde Ivano Benvenuti

Sindaco di Gemona nel '76 e protagonista della ricostruzione dal sisma

Era il Sindaco simbolo della ricostruzione dopo il terribile terremoto che colpì il Friuli Venezia Giulia il 6 maggio 1976 provocando un migliaio di vittime e distruggendo interi paesi. Ivano Benvenuti, allora alla guida di Gemona, città dell’alto udinese che fu fortemente martoriata dal sisma e che, con l’orgoglio tipico della “gente friulana” seppe rinascere grazie anche alla sua intelligente opera, è morto nella notte tra martedì e mercoledì scorso all’età di 74 anni a causa di un malattia di cui soffriva da tempo.

La presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, nell’esprimere il cordoglio dell’Amministrazione regionale per la sua scomparsa, ricordandone gli importanti contributi dati al territorio attraverso una presenza sempre attiva ed espressa nei diversi ruoli che ha ricoperto, ha sottolineato che “Benvenuti è stato il sindaco che ha dovuto e saputo affrontare l’emergenza del sisma del ’76 e la memoria storica di quel tragico evento e il suo contributo di idee si è manifestato anche in occasione dell’organizzazione degli eventi per la commemorazione del 40° anniversario del terremoto del Friuli evidenziando ancora una volta la sua volontà di mettersi al servizio del territorio”.

Era stato eletto Sindaco di Gemona nel 1975, democristiano, e fu il principale artefice della rinascita grazie alle sue doti di amministratore che gli furono riconosciute da tutta la Regione, e oltre, mantenendo la carica fino al 1983 dopodichè la sua esperienza politica e amministrativa, oltre che sociale, proseguì negli anni ’80 allorchè divenne assessore regionale all’agricoltura, presidente di Confcooperative Friuli Venezia Giulia, presidente del consorzio industriale Cipaf di Rivoli di Osoppo, presidente dell’associazione Pro Glemona, della Gemonese Calcio e presidente della sezione Ana di Gemona.

Subì anche l’onta di un’inchiesta giudiziaria nel periodo di Tangentopoli quando venne accusato di corruzione, da cui perà fu completamente scagionato perche il fatto era assolutamente inesistente. Ciò non macchiò in alcun modo la sua figura esemplare di persona oltre che di amnministratore tutti ancora oggi lo ricordano come esempio di onestà e rettitudine.

La sua ultima uscita pubblica, pur segnato dalla malattia che lo aveva colpito, è stata in occasione della celebrazione a Gemona del Friuli dei 40 anni del terremoto cui partecipò anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Un sindaco, un amministratore regionale, una persona impegnata nelle istituzioni, nella politica, nel sociale di cui il Friuli e l’intera regione sentiranno la mancanza”: così la ricorda Franco Iacop, presidente del Consiglio regionale, a nome di tutti i consiglieri.

Cordoglio è stato espresso anche dal presidente di Legacoop Fvg Enzo Gasparutti che, esprimendo il cordoglio a nome delle cooperative aderenti e ricordandone i diversi ruoli ricoperti, primo fra tutti quello di giovane sindaco nel sisma del ’76 e della ricostruzione e, in particolare, la lunga carriera come presidente di Confcooperative FVG, ne sottolinea le capacità di “cooperatore con cui abbiamo avuto proficue collaborazioni e intrattenuto confronti costruttivi per la crescita e lo sviluppo del movimento cooperativo regionale e per lo spirito cooperativo della nostra regione”.

“Se ne va una figura di sindaco esemplare – ha affermato Furio Honsell, Sindaco di Udine – che con straordinaria dedizione ha saputo dare un contributo fondamentale alla ricostruzione del Friuli dopo il sisma del 1976”.

Anche Riccardo Riccardi, attuale capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale, già giovane amministratore democristiano, ha espresso il suo cordoglio personale, evidenziandone le doti e le capacità, “oltre che – ha dichiarato – i sentimenti di stima e di collaborazione che hanno sempre caratterizzato la nostra amicizia”.

Chi scrive, infine, si associa al cordoglio ricordando quando da giovane cronista di LT2 Radio Portogruaro ebbe modo di intervistarlo a Gemona, tra le macerie provocate dal terremoto, nel novebre ’76, creando con lui un rapporto che si sviluppò negli anni, basato su amicizia e rispetto reciproco, valori che, seppur con un rapporto diradatosi nel tempo, non sono mai venuti meno.

Lucio Leonardelli