Fuoco e amianto, centro Prisma in ginocchio

Timori per 250 posti di lavoro, si allungano i tempi di riapertura

In fumo il sogno del centro commerciale Prisma. Almeno per un po’.

Il paradiso dei giocattoli, il supermercato di Caselle, la galleria di negozi che “centro commerciale” lo era solo di nome e dove tutti mantenevano quel rapporto di fiducia e cortesia tipico delle piccole attività, è in bilico dopo un devastante incendio innescato, pare per cause accidentali, sabato notte, ad attività chiuse. Le fiamme si sono sviluppate all’interno dell’attività di pulitura, nell’ala nord dell’edificio, ma il fumo ha presto invaso l’intero stabile, mandando in rovina quintali di merce in tutti e dieci i negozi presenti all’interno della galleria.

E adesso sono a rischio anche i 250 posti di lavoro del Prisma, tra titolari, dipendenti, impiegati. In ballo ci sono lavori di ripristino dello stato dei luoghi che di per sé potrebbero anche essere tutto sommato brevi, nell’ordine di un mese, mese mezzo, ma durante il rogo parte del tetto è collassata all’interno dell’edificio, provocando la dispersione di fibre di cemento amianto e servirà prima effettuare una lunga e laboriosa bonifica del sito.

La copertura in eternit era stata trattata in passato, in ottemperanza alle normative in materia, incapsulata e ricopertura in lamiera. Il fuoco ne ha però provocato il riaffioramento: martedì tecnici di Arpav e Ulss hanno effettuato un primo sopralluogo, confermando la presenza di amianto all’interno del Prisma ora si attende l’agibilità dell’edificio da parte dei vigili del fuoco, per permettere la rimozione del materiale e dare quindi il via ai lavori.

Ma si prevedono tempi lunghi: “Siamo preoccupati – afferma il sindaco di Santa Maria di Sala Nicola Fragomeni – i vigili del fuoco, tra le loro valutazioni, hanno messo in discussione le strutture dell’immobile che con il fuoco possono essere state compromesse. Poi serve un’urgente indagine strutturale che dipani questi dubbi per dare l’ok agli enti Arpav e Usl di poter effettuare le analisi di rito e a tutti gli operatori per poter ripristinare i luoghi di lavoro. Ci sono circa 250 persone che lavorano nel centro. Siamo seriamente preoccupati, ma credo fermamente di poter garantire il contributo del Comune per accelerare più possibile i tempi”.

Filippo De Gaspari